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Monti: governo non ha visione padana della realtà italiana

Mario Monti assicura che in Italia ci sono "segnali di speranza e ottimismo" anche se previsioni sull'andamento dei mercati è meglio non farne. Dal Salone del Mobile di FieraMilano il premier poi precisa che il governo non ha una "visione padana della realtà italiana".

Mario Monti afferma che il governo non ha una "visione padana della realtà italiana" promettendo che per il Sud si è iniziato "a realizzare qualcosa tirando fuori soldi che erano nel cassetto e che non si erano trasformati in spesa". In quale cassetto siano stati scoperti questi soldi e quanti sono a disposizione per lo sviluppo del Mezzogiorno non è ancora dato saperlo, ma dal Salone del Mobile di FieraMilano a Rho Mario Monti insiste su quel principio che sembra muovere tutto l'operato dell'esecutivo, e cioè il rigore.
"Non ci sono margini per una deroga al rigore - afferma infatti Monti - Il rigore è qualcosa che deve pervadere il modo di essere del Paese. Il rigore non è contro la crescita ma la favorirà". Anche se finora, potrebbe obiettare qualcuno, in Italia si è visto sicuramente molto rigore ma davvero poca crescita.
Mario Monti loda poi l'azione del Parlamento, che di fatto approva, grazie alla grande maggioranza composta da PD, Pdl e Udc, ogni provvedimento varato dal governo. Per il premier però l'azione che sta svolgendo il Parlamento è semplicemente quella di "concentrare in un periodo la rimessa in discussione delle cose che non funzionano nel sistema e che dovevano essere migliorate".
Ciò che non sembra migliorare è però la crisi europea, tanto che l'FMI ha messo a disposizione, in aggiunta a quelle già stanziate, risorse per oltre 430 miliardi di euro che saranno "disponibili per tutti i soci del Fondo monetario internazionale", come precisa Christine Lagarde.
Fondi giunti all'FMI grazie all'aumento dei contributi dei Paesi che vi aderiscono, e che la Lagarde non ha mancato di ringraziare. Mario Monti si augura quindi che tale aumento di risorse possa restituire un po' di fiducia ai mercati, anche perché con questi 430 miliardi la capacità di prestito del FMI è quasi raddoppiata.
Ma se da una parte i mercati dettano sempre di più l'agenda di governo, non solo italiana, dall'altra non sembra esserci la stessa "rigorosità" d'approccio, visto che come specifica Monti chi governa non è in grado di "fare previsioni" sull'andamento delle Borse, non solo perché le loro reazioni non solo "sempre prevedibili" ma anche perché spesso non è neanche "saggio" presumerle. Mario Monti spiega quindi che "segnali di crescita non se ne possono avere tanti nell'immediato" pur rassicurando sul fatto che "ci sono lo stesso segnali di speranza e ottimismo", anche perché, promette il premier, nonostante l'Italia è ancora in "difficoltà" il Paese "è capace di farcela".

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