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Monti: giovani non avranno mai più posto fisso. Articolo 18 pernicioso

Mario Monti avvisa i giovani italiani: se sperate in un posto fisso, scordatevelo. Anche perché, spiega, è piuttosto noioso. Ma anche i "vecchi" troveranno presto il lavoro più "divertente" visto che si pensa di procedere "a una modifica del sistema di flessibilità in entrata e in uscita".

Per chi fino ad oggi ha ricoperto, anche contemporaneamente, ruoli come rettore prima e presidente poi dell'Università Bocconi, commissario europeo, vicepresidente della Comit (Banca Commerciale Italiana) nonché primo presidente del Bruegel (comitato di analisi delle politiche economiche), presidente europeo della Commissione Trilaterale (gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller), membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg, international advisor per Goldman Sachs, advisor della Coca Cola Company, membro del "Senior European Advisory Council" di Moody's (anche attualmente? http://is.gd/7Hv9dj) senza contare che è uno dei presidenti del "Business and Economics Advisors Group" dell'Atlantic Council, il cui scopo è "promuovere la leadeship americana e promuovere accordi internazionali basati sul ruolo centrale della comunità atlantica nell'affrontare le sfide del 21esimo secolo" ed anche editorialista de "Il Corriere della Sera", molto probabilmente il posto fisso è una vera "monotonia", come ha affermato candidamente il Presidente del Consiglio Mario Monti intervenendo per la prima volta su Canale 5, reti Mediaset.
Mario Monti avvisa infatti i giovani italiani di "abituarsi all'idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita", anche perché avere un lavoro solo, per il premier, è abbastanza monotono. Molti giovani infatti si annoiano terribilmente a reiventarsi ogni tre mesi circa, passando dal ruolo di "salatore delle patatine" del fast food ad operatore del call center, per finire poi barista notturno e ricominciare infine come cameriere, il tutto naturalmente, per rendere l'esperianza lavorativa più elettrizzante, senza poter accumulare un minimo di contributo previdenziale, che invece va a mantere la gerontocrazia che detiene il potere (http://is.gd/FaMUqs).
Ma Monti sembra rendersi conto di tale disparità tra vecchi e giovani, e in nome dell'equità promette anche che "la riforma sulla quale il ministro Fornero e tutto il governo adesso è impegnato ha la finalità principale di ridurre il terribile apartheid che esiste nel mercato del lavoro tra chi per caso o per età è già dentro e chi giovane fa terribile fatica ad entrare o entra in condizioni precarie". Tanto che qualcuno comincia già ad interpretare tale affermazione come una promessa di far diventare il lavoro più "divertente" anche a chi finora deteneva un "barboso" posto fisso, visto che per il premier c'è la necessità di procedere "a una modifica del sistema di flessibilità in entrata e in uscita".
Proprio per questo, Mario Monti precisa infatti che "l'articolo 18 non è un tabù", e che addirittura "può essere pernicioso (pericoloso, ndr) per lo sviluppo dell'Italia e il futuro dei giovani in un certo contesto, ma può essere abbastanza accettabile in un altro contesto".
Per chiudere, infine, Mario Monti spiega, con la sua proverbiale ironia un po' anglosassone, che o le liberalizzazioni si fanno (come vuole il governo, naturalmente) oppure "sarebbe meglio che studiassimo il greco, non quello antico, ma quello moderno".

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