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Monti: fiducia alla manovra senza "disperazione". Quella agli operai

Mario Monti incassa la fiducia alla Camera sulla manovra "Salva Italia", spiegando che dopo essersi fatto un "esame di coscienza" non sente "nessun motivo di disperazione". Tale sentimento, infatti, ricade soprattutto sulla classe operaia, come denuncia la Lega Nord.

Mario Monti ogni giorno che passa (all'interno dell'esecutivo) sembra acquistare sempre maggior sicurezza "politica". Inizialmente erano poche le parole che venivano pronunciate dall'economista, a parte il solito mantra "rigore, equità e crescita". Solo qualche giorno fa, invece, davanti alla commissione Bilancio e Finanza della Camera l'economista rispondeva piccato alle critiche dei colleghi e forse di qualche commentatore esterno, spiegando: "E' verissimo che per fare questa manovra non occorrevano professori. Ma perché questo lavoro non l'avete fatto voi? Ci avete chiamato voi, perché la verità è che eravate paralizzati". Poco prima del voto di fiducia alla Camera, che ha approvato la manovra "Salva Italia" con 402 sì, 75 no e 22 astenuti, Mario Monti replica anche ad una battuta di Silvio Berlusconi fatta dall'ex premier durante la presentazione del libro "Questo Amore" di Bruno Vespa. Parlando con i giornalisti, Berlusconi confermava l'idea della necessità di una riforma dell'architettura costituzionale, spiegando che di questo problema "se ne sta accorgendo" anche "il professor Monti che ha presentato un certo provvedimento e ha dovuto fare marcia indietro praticamente su tutto - concludendo - ed è disperato". Monti, chiudendo l'informativa alla Camera, non manca quindi di precisare: "Ho letto un titolo di un giornale che diceva 'Monti disperato'. L'ho letto e ho provato a farmi un esame di coscienza. Ma il fatto è che io non mi sento per niente disperato. Il contrario esatto. Non c'è nessun motivo di disperazione. Non per quanto mi riguarda, ma per quanto riguarda le istituzioni civili, politiche, economiche del Paese. Sento che stiamo facendo un processo importante. Insieme, di riflessione. Sono pieno di speranza e di fiducia e che vi invito a condividere". Condivisione che continua a non arrivare, a parte dall'Italia dei Valori che ha negato il voto di fiducia, anche dalla Lega Nord, che in Aula si è resa protagonista, e voce, della classe operaia. Quella "disperazione" che non riesce a provare Monti sembra essere invece ricaduta su quei cittadini che maggiormente pagheranno le spese di una manovra (l'ennesima ma forse non ancora l'ultima) che finora pare aver fatto cassa soprattutto grazie ai tagli sul walfare e alla riforma delle pensioni. Ad esternare questa "disperazione" l'onorevole Emanuela Munerato della Lega Nord che ha esordito con "Mi spoglio dai panni di deputato e indosso la divisa di lavoro che ho indossato con dignità fino a due giorni prima di entrare in questo Palazzo" (video integrale http://is.gd/FnAXxM). La Munerato spiega di rappresentare quei milioni di lavoratori "disgustati da questa manovra". Rivolta al ministro del Lavoro Elsa Fornero, e con in mano un paio di tappi per le orecchie "che servono in fabbrica per non diventare sordi", le chiede: "Ha una idea del rumore che ci può essere in una catena di montaggio? No, cari rappresentanti del governo, altrimenti non avreste toccato le pensioni". "Oltretutto - continua la Munerato - sono stati tagliati i fondi al trasporto pubblico e aumentata la benzina, perciò oltre a lavorare qualche anno in più spenderanno di più per recarsi al al lavoro. Non solo, sempre in questo mondo (operaio, ndr), che dopo 30-40 anni di sacrifici hanno acquistato la casa, o per quelli più giovani che con fatica ne stanno pagando il mutuo, avete anche reintrodotto la tassa sulla prima casa". Emanuela Munerato aggiunge quindi che il mondo degli operai, di quelli che a fine mese arrivano a guadagnare al amssimo 1000-1200 euro, "è stanco di dover pagare sempre e fare sacrifici, per pagare i debiti non causati da questa categoria, ma debiti che hanno fatto le banche, l'alta finanza e anni di cattiva politica". Una cattiva politica, potrebbe però forse obiettare qualcuno, condotta da quella stessa classe dirigente che siede ancora, immutata, in Parlamento. Infine la Munerato pone una domanda ai ministri del governo Monti: "Perché la tassa reintrodotta sulla nostra sudata prima casa è aumentata del 60% rispetto alla precedente (ICI, ndr) mentre a banche, assicurazioni, istituti di cambio, cliniche private sono aumentate solo del 20 per cento?". "La risposta si sa, caro ministro Passera e presidente Monti - conclude la Munerato - se vi togliete anche voi per 5 minuti la veste da ministri tecnici ne uscirebbero dei degni rappresentanti delle banche, assicurazioni e poteri forti".

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