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Monti e Fornero su Statuto lavoratori. Ma c'è prima vittima art. 18

Mario Monti afferma che lo Statuto dei lavoratori più che altro "danneggia le parti deboli". Elsa Fornero spiega che lo Statuto non sarà modificato, ma solo "per adesso", e che le modifiche all'articolo 18 "non sono punitive", nonostante queste abbiano fatto la sua "prima vittima", un giornalista.

Il premier Mario Monti afferma che "certe disposizioni" del vecchio Statuto dai lavoratori (quello modificato dal suo governo) poiché "ispirate a un intento nobile di difendere i lavoratori hanno determinato" in realtà "un'insufficiente creazione di posti di lavoro". Il premier Monti, intervenendo in teleconferenza al XXVI Convegno della Società Italiana di Scienza Politica, all'Università Roma Tre, è proprio convinto di quanto appena detto, tanto da ribadire che "certe disposizioni intese a tutelare le parti deboli nei rapporti economici hanno finito, impattando sul gioco del mercato, per danneggiare le stesse parti deboli che intendevano favorire". Il ministro del Walfare Elsa Fornero gli fa eco, spiegando che "per adesso non sono previste" modifiche allo Statuto dei lavoratori, specificando però che "le modifiche all'articolo 18 sono una buona premessa per fare più occupazione - aggiungendo - Quello che abbiamo fatto non l'abbiamo fatto a caso e le modifiche all'articolo 18 non sono punitive". Chissà se è della stessa opinione di Mario Monti e di Elsa Fornero quella che sembra essere invece la "prima vittima" della riforma del lavoro e dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori modificato dall'esecutivo. A diffondere la notizia l'Associazione lombarda giornalisti (ALG), che riassume l'intera vicenda, al centro della quale c'è il giornalista Antonio Voceri. Il giornalista era stato "licenziato illegittimamente e riassunto ancor prima della causa per violazione del vecchio articolo 18 dello Statuto dei lavoratori", si legge sul sito dell'ALG, ed ora "è stato nuovamente licenziato sulla base delle nuove disposizioni della riforma del lavoro del ministro Elsa Fornero", applicando quindi quella procedura che consente "i licenziamenti economici individuali e che in caso di una loro illegittimità prevede solo un risarcimento monetario". Antonio Voceri, 44 anni, sposato e con due figli, assistito dall'Associazione lombarda dei giornalisti, ha impugnato il provvedimento ritenendolo nullo (in questo caso il dipendente viene reintegrato), mentre la società "contesta quanto dichiarato dal lavoratore, dichiarando che tale licenziamento non è discriminatorio, non è ritorsivo e non è illegittimo" e che "soprattutto il lavoratore non è ricollocabile". Giovanni Negri, presidente dell'ALG, ricorda quindi come "il sindacato dei giornalisti ha da subito messo in guardia sulla pericolosità del nuovo articolo 18". Nel primo caso di licenziamento, l'articolo 18 ante Monti, reintegrando il giornalista nel suo posto di lavoro, non sembra quindi aver "danneggiato" nessuna "parte debole", come dice oggi il premier. Chissà se sarà lo stesso alla fine della causa che ha dovuto intentare, stavolta, il lavoratore.

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