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Monti: con Berlusconi Italia rischiava di perdere sovranità. Quale?

Mario Monti rivela che al G20 di Cannes Silvio Berlusconi ha avuto "pressioni" affinché l'Italia cedesse "buona parte della sua sovranità e discrezionalità". Ma di quale sovranità e discrezionalità il premier sta parlando, si potrebbe domandare qualcuno?

Mario Monti, davanti alla platea dei banchieri dell'Abi (Associazione bancaria italiana) afferma: "Tutte le testimonianze mi dicono che Berlusconi (al G20 di Cannes, ndr) è stato sottoposto a una pressione sgradevolissima, per lui e il Paese, prossima all'umiliazione che sostanzialmente, nell'intenzione dei prementi, avrebbe portato l'Italia a cedere buona parte della sua sovranità e discrezionalità".
Ma perché il premier usa il condizionale, si potrebbe forse domandare qualcuno? Da quando la BCE ha inviato al governo Berlusconi quella famosa lettera a firma di Jean-Claude Trichet e Mario Draghi dove viene dettata l'agenda politica che il governo avrebbe dovuto portare avanti, infatti, l'Italia ha di fatto perso parte della sua sovranità.
Molti punti di questa agenda sembrano essersi realizzati nonostante la caduta di Berlusconi e l'arrivo di Mario Monti, scelto e nominato direttamente dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano prima senatore a vita e in seguito Presidente del Consiglio, tanto che illustri osservatori non hanno mancato di sottolineare come questo cambio di governo abbia decretato una vera e propria "temporanea sospensione del principio democratico" .
E alla base del principio democratico c'è proprio la sovranità del popolo.
Mario Monti ha poi firmato il 2 marzo 2012 il "Fiscal Compact", che per Paolo Barnard "ha consegnato la sovranità del popolo italiano in materia di politica monetaria, economica e fiscale (...) e, con essa, la sostanza essenziale ed intangibile della sovranità popolare, nelle mani di organismi esterni alla Repubblica (BCE, SEBC, Commissione), di struttura e composizione prettamente oligarchica e privi di alcun fondamento democratico e, tanto meno, repubblicano e senza che il popolo vi abbia mai manifestato espresso e formale consenso", tanto che il giornalista ha presentanto, insieme ad altre circa 150 persone, un esposto per "attentato contro la Costituzione dello Stato" (e non solo) contro il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio dei Ministri, i ministri e i membri del Parlamento perché "dal Trattato di Maastricht in poi...al nostro Paese, inteso come popolo sovrano, è stato imposto di consegnare le sue primarie sovranità nelle mani di organismi esterni alla Repubblica Italiana e NON ELETTI dagli italiani, (BCE, SEBC, Commissione Europea, Fondo Monetario Internazionale e Mercati dei Capitali privati), e ciò ha comportato danni immensi alla democrazia e ai nostri diritti".
Qualcuno quindi potrebbe non riuscire a comprendere quale ulteriore pezzo di sovranità l'Italia avrebbe perduto se fosse rimasto in carica Silvio Berlusconi.

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