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Monti come Quelo: la ripresa è dentro di noi. E però, è sbagliata

Mario Monti spiega che la ripresa "non è tanto nelle mani del governo" ma "è dentro di noi". E questo perché, come sottolineerebbe il Quelo di Guzzanti, "c'è una grande crisi, c'è grossa crisi".

Mario Monti rassicura gli italiani che quello che verrà non sarà un "autunno bollente" come lo ha definito il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, perché anche se "non si vede nei numeri" la "ripresa è dentro di noi". E però, è sbagliata, chiuderebbe saggiamente il Quelo di Corrado Guzzanti . Anche perché nonostante si faccia finta di non vederli, i numeri in realtà parlano chiaro, soprattutto quelli sulla disoccupazione giovanile che è salita ad oltre il 35%, tanto che Squinzi si dice "angosciato come imprenditore e cittadino" osservando tali dati. Ma Mario Monti, non pago di "scaricare" la responsabilità della ripresa su ognuno di noi, sottolinea anche, nel corso di una intervista a Tg Norba 24, che "molto della sorte dei lavoratori, degli imprenditori e del Paese" è nelle mani delle parti sociali italiane "e non solo e non tanto nelle mani del governo". A parlare di ripresa è anche il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, ma solo quella "di fiducia nei confronti dell'Italia" che naturalmente "è merito della personalità di Mario Monti", come spiega in una conferenza stampa a Merano. E per non perdere tale fiducia, Monti spiega alle imprese che il Consiglio europeo di fine giugno si è raccomandato di agire "sull'attuazione e sull'ulteriore rafforzamento della contrattazione di secondo livello e del legame tra salari e produttività" perché finora "poco è stato fatto in materia di costo del lavoro per unità di prodotto, innovazione nei meccanismi di determinazione di salari". E tutto questo, naturalmente, perché "in questo momento c'è una grande crisi, c'è grossa crisi".

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