le notizie che fanno testo, dal 2010

Monti, altra gaffe: con Berlusconi spread a 1200. Ma è stato frainteso

Dopo lo "scivolone" diplomatico sul Parlamento tedesco al Der Spiegel, Mario Monti colleziona un'altra gaffe, affermando al Wall Street Journal che con il governo Berlusconi lo spread sarebbe salito a 1200 punti. In serata Monti chiama Berlusconi, ma a quanto pare, pur dicendosi "dispiaciuto", la "proiezione" avrebbe basi "tecniche".

Mario Monti, forse perché non è stato mai eletto dai cittadini ma scelto e nominato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano , sembra ultimamente dimenticare un po' troppo spesso le regole democratiche su cui si fonda (ancora) l'Italia e la stessa Unione europea. Forse la corsa agli Stati Uniti d'Europa, primo passo magari, potrebbe pensare qualcuno, per quel governo unico mondiale che politici di ogni schieramento e nazione auspicano ormai da molto tempo, e sempre più platealmente, fa alle volte dimenticare quel fair play necessario per non incorrere in gaffe che ad altri politici non sarebbero state perdonate così facilmente. Mario Monti dapprima, al Der Spiegel, lascia intendere che i governi dovrebbero mantenere "un proprio spazio di manovra" indipendente rispetto alle decisioni dei Parlamenti, suscitando però le dure reazioni di quello tedesco che ha ricordato al "professore bocconiano" che in Germania non si è "disposti ad abrogare la democrazia per finanziare i debiti italiani", con il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle che sottolinea come "il tentativo (di Monti, ndr) di costruirsi un profilo per ragioni di politica interna" non giustifica tali affermazioni che "attentano alla democrazia", come rimarca il segretario dell'Unione cristiano-sociale (Csu) bavarese, Alexander Dobrindt. L'idea di democrazia che ha in mente Mario Monti appariva infatti chiara nell'intervista, quando al Der Spiegel il premier spiega che "se i governi si facessero vincolare del tutto dalle decisioni dei loro Parlamenti, senza mantenere un proprio spazio di manovra, allora una disintegrazione dell'Europa sarebbe più probabile di un'integrazione". Ma naturalmente il premier tecnocrate, come da miglior tradizione politica italiana, è stato frainteso, tanto da precisare in una nota di essere invece "convinto che la legittimazione democratica parlamentare sia fondamentale nel processo d'integrazione europea", spiegando di aver voluto solamente sottolineare "la necessità al fine di compiere passi avanti nell'integrazione europea che si mantenga un costante e sistematico dialogo fra governo e parlamento" e questo perché "nel corso dei negoziati tra governi a livello di Unione europea, può rivelarsi necessaria una certa flessibilità per giungere ad un accordo" pur "da esercitarsi sempre nel solco di scelte condivise con il proprio parlamento". Ma Mario Monti sembra essere stato frainteso persino dal Wall Street Journal visto che in un'altra intervista afferma "se il precedente governo (quello Berlusconi, ndr) fosse ancora in carica, ora lo spread italiano sarebbe a 1200 o qualcosa di simile". Critiche dal Pdl, con Maurizio Gasparri che twitta "davvero pessime le parole di Monti su Berlusconi e spread. Difficili da sopportare le parole, difficile da supportare lui", mentre Angelino Alfano sottolinea come le parole di Mario Monti "sono politicamente insensate e scientificamente inspiegabili per un economista come lui: un'ipotetica della irrealtà che sorregge un giudizio politico irreale. Tutto questo per noi è inaccettabile - e aggiunge - Se ci riesce, provi al più presto a spiegarsi". Poco dopo arriva la precisazione (ma non la smentita) del Presidente del Consiglio, che rende noto di aver telefonato a Silvio Berlusconi e di essere "dispiaciuto che una banale e astratta estrapolazione di tendenza di valori dello spread, che era contenuta in un colloquio di ampio respiro con il WSJ, sia stata colta come una considerazione di carattere politico, il che non rientrava per nulla nelle sue intenzioni". Era quindi una considerazione tecnica? A quanto pare sembra proprio di sì, visto che fonti di Palazzo Chigi avrebbero sostenuto che lo spread a 1200 punti era proprio una stima fornita da Monti derivante da una proiezione sul lungo periodo degli effetti della speculazione sul nostro Paese se non si fossero dati segni di discontinuità.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: