le notizie che fanno testo, dal 2010

Monti ai giovani: sogni in tasca meglio degli incentivi

Mario Monti sa come rassicurare i giovani, spiegando che avere più lavori è "un'occasione di arricchimento della personalità e non una punizione" , anche perché "avere un sogno in tasca è il più bello e forte degli incentivi".

Mentre Elsa Fornero da Torino confessa di "auspicare" che nella delega al ddl lavoro venga inserita la possibilità di licenziare per motivi economici anche nel settore pubblico (e non solo nel privato), Mario Monti a Roma trova le parole giuste per rassicurare i giovani.
Intervenendo al Forum nazionale dei giovani di Roma, Mario Monti assicura che le nuove generazioni non saranno lasciate sole perché "il governo, qualsiasi, non solo quello attuale, ha il dovere morale e giuridico di sostenere le vostre aspirazioni".
E questo "sostegno" è assicurato, rivela Monti, proprio dalla riforma del lavoro di Elsa Fornero perché, spiega candidamente il premier, "renderà liberi" i giovani "di scegliere il lavoro che volete".
Le agenzie di stampa non riportano le espressioni sui volti dei ragazzi alle parole di Monti, ma qualcuno probabilmente è in grado di immaginarle senza alcun tipo di sforzo.
Mario Monti sembra però convinto quando afferma che "le minori certezze non significano necessariamente minori opportunità" anche perché, aggiunge, "avere un sogno in tasca è il più bello e forte degli incentivi".
Peccato che senza incentivi, potrebbe obiettare qualcuno, il sogno rischia di rimanere per sempre in tasca, o almeno fino a quando questa non si buchi a causa dell'usura dell'unico vestito buono che il giovane indossa mentre cerca il "lavoro che vuole".
Naturalmente, tra i sogni in tasca di un giovane non deve rientrare quello di avere un lavoro a tempo indeterminato, anche perché, cerca di far capire Monti, è "importante essere disponibili ad affrontare più lavori, vivete i cambiamenti come un'occasione di arricchimento della vostra personalità e non come una punizione".
Il Presidente del Consiglio rivela poi che quella del lavoro, in realtà, si dovrebbe invece chiamare "riforma del merito", perché il progetto del governo è proprio quello di "affiancare il merito alla carriera e alla formazione dei giovani".
Nella speranza che, almeno in questo caso, il "merito paghi".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: