le notizie che fanno testo, dal 2010

Monti a colpi di slogan: dopo "cresci Italia" torna "forza Italia"?

Mario Monti, durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno, non rivela molto su come il nostro Paese uscirà dalla crisi, annunciando solo che non gli dispiacerà se i giornalisti chiameranno l'imminente decreto "cresci Italia", forse sapendo che tutto si può vendere se presentato con la formula giusta.

Durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno, Mario Monti sembra essersi divertito molto nello spiegare come da qualche mese a questa parte cambierà l'Italia, attraverso un decreto ribattezzato da lui stesso "cresci Italia". Dopo la manovra "salva Italia", Monti si conferma quindi un ottimo pubblicitario, di quelli che riescono a vendere qualsiasi tipo di prodotto perché presentato con la giusta formula, a partire da uno slogan accattivante e al contempo rassicurante nella sua disarmante semplicità. Tanto che qualcuno ipotizza già che per una possibile "fase tre" Monti potrebbe usare tranquillamente, per concludere l'opera, il nome "forza Italia", se non fosse stato coniato (politicamente) già una ventina di anni fa, anche se in pochi allora avrebbero immaginato che "si finisse" a suon di claim. Cosa conterrà precisamente il decreto non è ancora molto chiaro, visto che Monti in conferenza stampa ha accennato davvero poco riguardo ai provvedimenti che, annuncia, saranno comunque presi in tempi rapidissimi visto che li attende l'Europa, a cui il governo sembra debba rispondere molto più prontamente che ai cittadini italiani. Mario Monti ha comunque assicurato che non servirà un'altra manovra correttiva e che l'esecutivo lavorerà "in parallelo su liberalizzazioni e mercato del lavoro". Per quanto riguarda il mercato del lavoro, l'obiettivo di Elsa Fornero sarà quello di "superare il dualismo del mercato del lavoro italiano", rivelando come "sia importante superare la precarietà, ma non superare il fatto che nel mondo di oggi e soprattutto di domani un lavoro stabile e a lungo termine facendo lo stesso mestiere e nella stessa azienda sarà sempre più raro ed elementi di mobilità e flessibilità saranno essenziali". Monti però non lo vuol chiamare "precariato ma adeguamento al mondo moderno", annunciando che "dobbiamo arrivare a formule contrattuali che favoriscano l'ingresso dei giovani". E mentre gli italiani rimangono appesi cercando di comprendere, per esempio, come farà crescere l'Italia la imminente riforma del catasto che andrà di fatto a modificare la base imponibile per l'IMU (ex ICI), anche se il premier assicura che tale riforma è assolutamente equa perché ha come obiettivo quello di creare una "maggiore aderenza tra fisco e realtà effettiva", Mario Monti non ha il minimo dubbio di durare fino a fine legislatura, tanto che rimanda la domanda sull'insoddisfazione di molti cittadini al repentino aumento delle tasse alla conferenza stampa del prossimo anno.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: