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Monti: PD tagli ali estreme e Bersani "silenzi" Vendola e Fassina

Mario Monti, ormai in piena campagna elettorale, molto "domocraticamente" afferma che sarebbe "una buona cosa tagliare le ali estreme del PD" e "silenziare" Nichi Vendola e Stefano Fassina. Poi afferma anche che Renato Brunetta starebbe "portando il Pdl su posizioni piuttosto estreme e settarie".

"Monti sta occupando tutti gli spazi radio-tv, da mattina a sera. Non dice barzellette come Berlusconi. Ma ha imparato benissimo cosa sia l'uso e l'abuso dei mass-media. Monti il tecnico! Tecnicamente, un berlusconiano da manuale..." analizza su Facebook Nichi Vendola viste le "prezzemolinate" dell'ormai ex Presidente del Consiglio, ormai in piena campagna elettorale. Oggi infatti Mario Monti si fa intervistare da UnoMattina, esattamente "per la seconda volta in tre settimane, per l'esattezza dall'undici dicembre scorso" come fa notare Paolo Bonaiuti (Pdl), membro della commissione di Vigilanza Rai, ricordando che "quando Berlusconi osò presentarsi allo stesso programma per la prima volta il 27 dicembre, il direttore generale della Rai chiamò in causa dirigenti e direttori che avevano osato aprire le porte all'intruso e, tutto trafelato, promise rigore e severità alla Commissione di vigilanza Rai". E su UnoMattina "la presunzione di Monti diventa intollerabile" come tuona Maurizio Gasparri (Pdl), visto che "il professore è risalito in cattedra ed ha messo i voti a Pdl e PD".

Mario Monti ad UnoMattina afferma infatti: "Tagliare le ali, che in genere è una brutta espressione, ma se per ali intendiamo le estreme credo che sia una buona cosa. Io ho constatato in questo anno di esperienza di governo, e lo dico con il massimo rispetto, che coloro che hanno impedito alle varie riforme, come del mercato del lavoro, di andare più avanti come noi avremmo voluto sono stati: da una parte coloro che sono nel blocco più tradizionale della sinistra - dal punto di vista sindacale CGIL e Fiom, e dal punto di vista politico Nichi Vendola di Sel e l'onorevole Stefano Fassina, responsabile economico del PD - e dall'altra parte le molte posizioni dentro il Pdl che hanno impedito riforme per iniettare più concorrenza nel mercato delle libere professioni". Insomma, Mario Monti cerca di tarpare le ali del PD invitando, molto "democraticamente", Pier Luigi Bersani a "silenziare" quella che lui considera "la parte conservatrice del suo movimento", e cioè Nichi Vendola e Stefano Fassina appunto. "Io credo – ha detto infatti Monti - che per il segretario Bersani, di cui ho un'ottima considerazione, questo sia un vero problema perché se vuole avere un PD e una sinistra che facciano veramente gli interessi dei lavoratori in modo dinamico e creino possibilità di lavoro dovrebbe, con un atto coraggioso, 'silenziare' un po' questa parte che considero conservatrice del suo movimento".

Già a Radio Anch'io Mario Monti aveva sostenuto che "Vendola e Fassina vogliono conservare per nobili motivi ed in buona fede un mondo del lavoro cristallizzato, iperprotetto rispetto ad altri Paesi" mentre lui è "per avere in Europa una tutela ancora più avanzata dei lavoratori, ma con condizioni che favoriscano la creazione di posti di lavoro". Una visione chissà se e quanto ispirata, potrebbe domandarsi qualcuno, a quella della Commissione Trilaterale, un gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller e di cui Mario Monti è stato per due anni presidente europeo.

Su Twitter Nichi Vendola replica all'ex premier che sta "salendo in politica" evidenziando come "c'è un antico riflesso autoritario nelle parole di Monti che pensa che difendere i lavoratori sia un atteggiamento conservatore - aggiungendo - Per Monti evidentemente difendere i ceti possidenti viceversa sarebbe segno di innovazione. Ecco che Monti si mostra subito come un politico di razza: razza padrona, per la precisione".
Naturalmente, anche Stefano Fassina, che è stato il più votato a Roma alle primarie per i parlamentari del PD, ribatte al tecnocrate nel corso di una intervista a Radio Città Futura, sottolineando: "La lista di Monti sembra quella del Rotary, per i livelli di reddito di coloro che ne entrano a far parte". Fassina ricorda poi che "Monti porta avanti una linea che assomiglia a quella del Partito Popolare Europeo, un partito inserito in un percorso di politica economica che vede nella svalutazione del lavoro, la maniera per tornare a crescere".

Pier Luigi Bersani chiede invece a Mario Monti, che "fino a pochi giorni fa continuava a professare terzietà di posizioni" come ricorda Gasparri, "il rispetto per tutto il PD" visto che, chiarisce il segretario del partito Democratico: "Noi siamo un partito liberale che non chiude la bocca a nessuno e troverà sempre la sintesi". Sul sito del PD, invece, viene pubblicata una immagine di copertina che riassume tutte le "comparsate" di Monti in televisione e radio titolata paradossalmente "Il gioco del silenzio". A margine, il PD commenta le parole di Mario Monti: "Silenziare. Deve essere una legge dell'elettorale contrappasso quella che porta anche insospettabili liberali liberisti libertari a chiedere - nel corso di continue e massicce incursioni radiotelevisive - di silenziare qualcun altro. Nel caso in oggetto, silenziare i conservatori, senza scomodare l'articolo 21 della Costituzione forse è sufficiente scomodare l'italiano per verificare che l'ultimo al quale può essere rivolto l'invito è un partito che si chiama 'democratico'. Quantomeno anche qui si creerebbe un problema di spread, quello che intercorre tra il dire e il fare. Per abbassare il quale a volte potrebbe essere effettivamente utile silenziare qualche tentazione di troppo".

Pronta anche la replica di Susanna Camusso della CGIL, che fa notare come "l'invito a silenziare le ali estreme, detto da una persona che si fregia di essere un liberale, è un'espressione che si commenta da sé". La Camusso continua spiegando che "l'agenda che abbiamo visto fino ad ora non ci pare adatta ad affrontare le grandi questioni del lavoro, della politica industriale e le questioni sociali aperte nel Paese", ribadendo come la CGIL abbia sempre "detto che non si esce dalla crisi se non si riparte dal lavoro" perché "bisogna selezionare un intervento pubblico per far ripartire il lavoro" visto che "il Welfare non è un costo da tagliare ma una risorsa che crea lavoro". Infine, Susanna Camusso lancia l'ultima stoccata: "Chi ha deciso di candidarsi dovrebbe discutere dei suoi programmi invece di criticare gli altri - chiudendo - Monti sembra che abbia poche proposte e molte critiche".

Ma Mario Monti oltre al centrosinistra attacca anche il centrodestra. Oltre a considerare Silvio Berlusconi una "persona che ha mostrato una certa volatilità di giudizio sulle vicende umane e politiche negli ultimi tempi", Monti critica, e ironizza, in particolare su Renato Brunetta, affermando, sempre ad UnoMattina, che starebbe "portando, con l'autorevolezza di un professore di una certa statura accademica il Pdl su posizioni piuttosto estreme", anzi addirittura "settarie". Forse al professore non devono essere piaciute troppo "Le 10 falsità del documento Monti" pubblicate proprio da Brunetta sul suo blog, mentre sul Twitter il coordinatore dei dipartimenti del Pdl cinguetta: "Con le sue parole il prof. Monti svela la sua natura più profonda, che è quella del tecnocrate autoritario, disinformato e pasticcione". In difesa della "libertà di parola" Renato Brunetta poi aggiunge: "Tutto mi divide sul piano dei contenuti da Stefano Fassina, ma farò ogni sforzo perché nessuno possa ridurre lui o altri al silenzio - sottolineando - Intimare il silenzio a qualcuno mentre si ricopre il ruolo del capo del governo ci riporta a tempi bui e dolorosi".
Maurizio Gasparri, commentando sempre i giudizi di Mario Monti, nota invece che "a questo punto è evidente che dietro ogni azione del suo governo ci fosse una ragione politica e non certo 'tecnica' - precisando - Il sospetto che abbia agito per interessi di parte è più che legittimo".

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