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Monti Fini Schifani: provvedimenti rapidi. E per Natale manovra 15 mld

Mario Monti, Gianfranco Fini e Renato Schifani si incontrano a palazzo Giustiniani e convengono sul fatto che i provvedimenti per uscire dalla crisi saranno "incisivi, rapidi e risolutivi". Come i "sacrifici" che dovranno affrontare gli italiani, si domanda già qualcuno?

Il nuovo governo Monti, chiamato (non dagli elettori) a risolvere la crisi che si è abbattuta sull'Italia, è supportato da una "vasta maggioranza non politica", come spiega una nota congiunta di Camera e Senato, diramata dopo l'incontro tra il premier economista, Gianfranco Fini e Renato Schifani a palazzo Giustiniani. Giovedì Mario Monti incontrerà, invece, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy, a cui l'economista dovrà assicurare che le riforme attese dall'Europa arriveranno in tempi rapidi. E Mario Monti, da quanto si evince nel comunicato, pare che potrà garantire ai due leader europei che la maggioranza della classe politica italiana non creerà troppi "problemi" quando si arriverà al punto di votare i provvedimenti che alimenteranno quei "sacrifici" (http://is.gd/FH9lTm) che già molti italiani sopportano da anni. Gianfranco Fini e Renato Schifani hanno infatti precisato che l'Italia è "di fronte ad una nuova realtà", dove appunto "c'è una vasta maggioranza non politica che supporta un nuovo governo" e per questo "emerge l'esigenza di un più incisivo coordinamento dei Presidenti dei due rami del Parlamento con il Governo". Fini e Schifani spiegano quindi che "nel corso dell'incontro si è convenuto sulla necessità di percorsi parlamentari agevoli, condivisi e veloci per l'esame degli interventi in materia economica, ivi compresa la riforma costituzionale relativa all'introduzione del principio del pareggio di bilancio. Ciò alla luce della situazione di emergenza che il Paese sta vivendo al riguardo e che va affrontata con provvedimenti incisivi, rapidi e risolutivi". Non è chiaro se già prima di Natale ci possa essere l'approvazione di un "pacchetto di riforme", quel che appare lampante è che a strettissimo giro il "governo tecnico" varerà quei provvedimenti annunciati, che vanno dall'aumento (ancora) dell'IVA alla reintroduzione dell'ICI sulla prima casa, dalla revisione delle rendite catastali all'abbassamento dell'uso sul tetto del contante, fino alle riforme che riguarderanno il mercato del lavoro e la previdenza sociale. E poiché i provvedimenti saranno "incisivi, rapidi e risolutivi", è probabile che molti saranno introdotti entro gennaio, ma già si parla di una nuova manovra da 15 miliardi, che dovrebbe essere approvata tra l'Eurogruppo del 29 novembre e il Consiglio europeo dell'8 dicembre. Quindi entro Natale, tanto per lasciare sotto l'albero degli italiani un altro pacco.

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