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Mario Monti: orfano dei "poteri forti". Ma non europei

Mario Monti afferma di aver perso, dopo le ultime riforme, l'appoggio dei poteri forti , non avendo più il favore di un grande quotidiano (Corriere della Sera?).

Mario Monti avrebbe perso il favore dei "poteri forti". E' quanto sostiene il premier nel corso di un collegamento in video con il XXII Congresso dell'Acri, l'Associazione delle Fondazioni bancarie e delle Casse di Risparmio.
"Il mio governo e io - dice Mario Monti - abbiamo sicuramente perso negli ultimi tempi l'appoggio che gli osservatori ci attribuivano da parte dei cosiddetti poteri forti: in questo momento non incontriamo il favore di un grande quotidiano (il Corriere della Sera? ndr), considerato voce autorevole dei poteri forti, e non incontriamo il favore di Confindustria".
E tutto questo, perché "nell'ultimo anno l'Italia ha attraversato momenti difficili, che non sono purtroppo dietro le spalle - spiega Mario Monti - Abbiamo però iniziato, supportati con coraggio e grande maturità, da i nostri concittadini, un percorso serio di risanamento e di riforme strutturali. Non voglio certo negare che avremmo potuto fare di più e meglio, vorrei però ricordare che molte delle riforme che oggi si danno quasi per scontate sono state messe a punto con grande rapidità e incisività, non lo considero un merito ma era strettamente necessario fare così quando siamo stati incaricati di questo compito, e nonostante alcune di queste riforme infrangessero dei veri e propri tabù (articolo 18? ndr) rimasti intoccabili per decenni nel nostro Paese".
Ma poi è arrivato Monti, e proprio grazie all'indiscusso appoggio dei "poteri forti" è riuscito a cambiare radicalmente il Paese. Le conseguenze di queste scelte, naturalmente, si vedranno nel prossimo futuro, anche se qualche osservatore (forse gli stessi che avevano notato uno strano ed esteso consenso per la nomina di Monti) sembra già prevederle.
Ma Mario Monti non rimarrà sicuramente completamente orfano dei "poteri forti", visto che riforme come quelle delle pensioni, delle semplificazioni e del lavoro pur se "sottovalutate dal mondo dell'impresa hanno invece ottenuto valutazioni positive da Fondo Monetario Internazionale (FMI), Commissione Europea e Ocse".
Senza dimenticare la Germania, a cui l'Italia deve addirittura essere "grata" perché ci ha impostoo "il rigore dei conti pubblici", come ci tiene a precisare Mario Monti.

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