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Mario Monti: nessun conflitto d'interesse. Tra Bilderberg e Moody's

Mario Monti spiega che bisogna stare "attenti prima di parlare di conflitti di interesse" e assicura "trasparenza totale". E qualcuno si sarà forse chiesto come ciò si possa conciliare con l'appartenenza dell'economista al "Gruppo Bilderberg" e a Moody's.

Mario Monti chiarisce alcuni punti dopo il giuramento dei sottosegretari. Parla del suo nuovo governo, e della fiducia che gode in Parlamento, emanata "da forze politiche che fino a ieri erano in perenne dissenso tra loro e ora guardano a noi e fanno uno sforzo che apprezzo", sottolinea. Ma precisa in particolar modo il fatto di aver dovuto "anche in diverse situazioni e per diverse persone esercitare la forza della convinzione, della persuasione nell'interesse del Paese". Mario Monti spiega che i ministri e i sottosegretari del suo governo sono "persone che accettando di venire a prestare questo servizio hanno rinunciato a trattamenti economici, a prospettive di carriera" e quindi, avverte: "Stiamo attenti prima di parlare di conflitti di interesse. Noi saremo di una trasparenza totale". Il premier assicura che "essersi dedicati in passato ad attività nella società civile, nelle istituzioni e nell'economia e accettare adesso un impegno di governo, significa una disponibilità generosa e significa trascinare con sé esperienze ma non interessi del passato", confessando però che si è dovuto "in qualche caso cercare di costruire una pista di arrivo in modo tale da avere la accettazione anche di persone e di personalità che erano appunto ben diversamente impegnate in questa situazione".

Sentire che andare al governo è una rinuncia a "prospettive di carriera" avrà fatto sorridere qualche italiano, che però forse si saranno soffermati a riflettere soprattutto sul passaggio più importante del discorso. Mario Monti garantisce che non c'è alcun conflitto di interessi e assicura "trasparenza totale". Qualcuno quindi si sarà forse chiesto come tale "trasparenza" possa coinciliarsi con l'appartenenza del premier al "Gruppo Bilderberg", di cui l'economista è membro del comitato direttivo. La caratteristica principale delle riunioni del "Gruppo Bilderberg" è infatti quella di essere una riunione a porte chiuse, sia per il pubblico che per i media. Anche i nomi dei partecipanti rimangono avvolti nella nebbia, tranne per le indiscrezioni di qualche media e giornalista. L'ultima riunione del "Gruppo Bilderberg" si è tenuta, stando anche a Wikipedia, dal 9 al 12 giugno 2011 a Sankt Moritz in Svizzera. Mario Monti, come riporta "il Post" "risulta tra gli invitati dell'incontro dello scorso giugno a Saint Moritz (Svizzera), ma non è l'unico italiano ad avervi partecipato. Nella lista compaiono anche il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, Franco Bernabè (Telecom), John Elkann (FIAT), e Paolo Scaroni (ENI)" mentre "in veste di presidente della Bocconi, Monti ha partecipato agli incontri del gruppo Bilderberg anche nel 2010 e nel 2009".

Alcuni italiani forse si cominceranno a chiedere, quindi, se il premier continuerà a partecipare alle riunioni a porte chiuse del "Gruppo Bilderberg" anche ora che è a Capo del Governo, e come questo potrà essere compatibile con la "trasparenza totale" garantita solo ieri. Qualcuno poi si potrebbe inoltre domandare perché sulla pagina di Wikipedia di Mario Monti, e nella maggioranza delle biografie dell'economista che si possono reperire su internet, non viene riportato un particolare incarico ricoperto dall'attuale premier. Mario Monti è stato (e non è chiaro se lo è ancora) un "member of the Senior European Advisory Council of Moody's", come riporta una brochure del "European Academy of Business in Society 5th Annual Colloquium", tenutosi l'11 e 12 settembre 2006 presso l'Università Bocconi di Milano, di cui l'economista è Presidente. Pochi altri curriculum riportano questo "singolare" mandato, tra cui "l'Istituto di studi politici (IEP) di Parigi" e la "New York University", tra le fonti più prestigiose. Almeno una parte di italiani vorrebbe quindi forse sapere, sempre in nome della "trasparenza totale", se Mario Monti, nominato "al volo" senatore a vita per poi poter diventare primo ministro, faccia ancora parte di quella agenzia privata di rating (Moody's) che non solo ha declassato l'Italia ma il cui giudizio pende, come una spada di Damocle, sui destini di molti Paesi, europei e non solo. Perché se così fosse, potrebbe ipotizzare qualcuno, forse qualche "conflitto d'interesse" potrebbe esistere.

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