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Mario Monti libera trivellazioni in mare? I'm a vampire, babe

Come il vampiro di Neil Young, che succhiava il sangue dalla terra per rivenderlo a barili, il Governo Monti avrebbe idea di liberalizzare le "trivelle", giusto per fare qualche buco in mare. A Monopoli la risposta sulle trivelle in Adriatico sono migliaia di persone in piazza. Nascono i NO TRIV, come i NO TAV, solo che i tunnel sono in verticale (e subacquei).

Il governo tecnocratico di Mario Monti, quello che dovrebbe, con l'assenza della politica, risollevare il Paese, sembra che abbia un debole non solo per i tagli ma anche per le estrazioni. Gli ambientalisti scoprono così che tra le liberalizzazioni, tra le varie "deregulation" che dovrebbero "riaccendere" l'economia italiana (e che invece stanno accendendo le "rivoluzioni"), ci sarà anche il "permesso" di trivellare "davanti" alle coste. Scrive Greenpeace: "La proposta del governo Monti di riavvicinare a terra le attività petrolifere offshore è una minaccia alla credibilità dell'Italia. Da un governo serio ci saremmo aspettati misure promotrici della green economy, come l'aumento dell'efficienza dei motori che renderebbe inutile il petrolio". L'associazione ambientalista nonviolenta poi sottolinea: "Invece, sembra che per il governo le vittime della crisi economica non siano i cittadini ma i petrolieri, agevolati da politiche assurde. Così i cittadini vengono privati dell'accesso a una rivoluzione economica e culturale capace di garantire sviluppo, occupazione e sicurezza". Anche Legambiente, in una nota che si intitola "Dopo la Costa Concordia pure le trivelle? A rischio petrolio pure le isole Tremiti, Egadi, Montecristo" rimane piuttosto scossa rispetto alla volontà "trivellatrice" del Governo Monti: "(...) nel pieno dell'emergenza (cioè della Costa Concordia all'Isola del Giglio, ndr), scopriamo che la bozza delle liberalizzazioni proposte dal governo prevede tre articoli mirati a concedere la possibilità di trivellare gas e petrolio in aree preziosissime del nostro paese con un limite di distanza ridotto dalle 12 alle 5 miglia dalla costa. Ma non solo: si prevede di aumentare gli investimenti in infrastrutture estrattive; si abbassano drasticamente i limiti per la trivellazione in mare e si liberalizza la ricerca di nuovi giacimenti. Fatto salvo per i limiti ambientali, che però non frenano il disastro in caso di sversamento". Legambiente non usa poi mezzi termini per stigmatizzare il nuovo possibile provvedimento: "Insomma, per ottenere una buona valutazione da Standard & Poor's e far alzare il rating il nuovo governo sceglie la via più antica e obsoleta: quella di svendere il paese ai petrolieri. Alla faccia della green economy". Insomma, proprio come nella celeberrima canzone di Neil Young "Vampire Blues" (dal bellissimo, manco a farlo apposta "On the Beach" del 1974) dove il vampiro succhiava il "sangue dalla terra" ("Neil Young - Vampire Blues" youtube.com/watch?v=nO-BUPns7x0). Per scongiurare l'arrivo delle trivelle da Monti, a Monopoli sabato 21 gennaio, si è svolta l'iniziativa "No TRIV", per fermare le trivelle in Adriatico. Proprio come i NO TAV anche i NO TRIV contano sulla solidearietà popolare e sulla sensibilità ambientale dei cittadini. L'iniziativa è stata un successo. Per le strade, con i leader locali e regionali rappresentanti di ogni schieramento politico, si contavano alcune migliaia di cittadini.

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