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Mario Monti lascia Scelta Civica: tradito da undici più Mario Mauro

Mario Monti interpreta la dichiarazione congiunta di 11 senatori di Scelta Civica, in cui ci sarebbe anche "il quid" del Ministro della Difesa senatore Mario Mauro, come una vera e propria "mozione di sfiducia". Per questo motivo, Mario Monti si dimette da presidente e lascia Scelta Civica, per passare la gruppo misto.

Mario Monti lascia Scelta Civica. Con un comunicato, Mario Monti annuncia infatti: "Rassegno le dimissioni da presidente di Scelta Civica. La presidenza verrà assicurata dal vicepresidente vicario Alberto Bombassei, fino all'attivazione delle procedure previste dallo Statuto per la nomina del nuovo presidente. Domani - prosegue la nota - lascerò il gruppo Sc del Senato e chiederò l'iscrizione al gruppo misto". Monti assicura però: "Nella mia veste di senatore a vita, non verrà meno il mio impegno per contribuire all'affermazione di quei valori e di quella visione per i quali, confido, quanti hanno aderito al progetto di Scelta Civica per l'Italia continueranno a battersi".

La decisione di lasciare il partito da lui stesso fondato, spiega Mario Monti, è maturata dopo che "sulla base degli elementi resi noti dal Governo sul disegno di legge Stabilità approvato martedì sera" il senatore ha avuto ieri "scambi di opinioni all'interno di Scelta Civica". Mario Monti ricostruisce quindi l'origine dei dissapori che hanno portato alle sue dimissioni. "Nella serata di ieri ho rilasciato una dichiarazione come presidente di SC - spiega Monti - dove vi si esprimeva una prima valutazione, secondo la quale il ddl Stabilità appare soddisfacente quanto al rispetto dei vincoli europei, timido per quanto riguarda la riduzione delle tasse, insoddisfacente per quanto riguarda l'orientamento alla crescita". Monti quindi spiega che mentre 14 deputati hanno condiviso le argomentazioni sulla legge di stabilità oggi invece "11 senatori appartenenti al Gruppo di Scelta Civica - i senatori Albertini, Casini, De Poli, Di Biagio, Di Maggio, D'Onghia, Luigi Marino, Merloni, Olivero, Lucio Romano, Maurizio Rossi - hanno rilasciato una loro dichiarazione congiunta" che viene letta dal senatore a vita come una vera e propria "mozione di sfiducia". Mario Monti, inoltre, fa notare come la dichiarazione congiunta sia ancora più grave, dal punto di vista politico, perché al suo interno vi sarebbe "un quid specifico" che unisce "le posizioni tenute di recente dagli undici firmatari e le connette ad un altro senatore di SC, che non è tra i firmatari in quanto fa parte del Governo, il Ministro della Difesa senatore Mario Mauro".

Mario Monti sembra prendersela in particolare proprio con il senatore Mauro che, scrive l'ex premier, "con dichiarazioni ed iniziative, è venuto preconizzando, da un lato, una linea di appoggio incondizionato al Governo, posizione legittima, e naturale in chi fa parte di un governo, ma che non è la linea di SC, linea definita dai suoi organi direttivi e confermata nella proposta del «contratto di coalizione»; dall'altro, il superamento di SC in un soggetto politico dai contorni indefiniti ma, a quanto è dato capire, aperto anche a forze caratterizzate da valori, visioni e prassi di governo inconciliabili con i valori, la visione e lo stile di governo per i quali Scelta Civica è nata".

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