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Mario Monti ipse dixit: non mi candido ma c'è legittimazione popolare

Mario Monti ipse dixit: ecco cosa l'ex premier tecnico che "sale in politica" ha spiegato in conferenza stampa in Senato, annunciando che guiderà una formazione di fatto del Terzo Polo ma solo con la forza delle idee (le sue).

Mario Monti ha deciso "salire in politica" e di essere "con gli italiani che vogliono il cambiamento", come cinguetta da Twitter a seguito della conferenza stampa chiamata ieri nella Sala Nassirya in Senato. Ecco come spiega Mario Monti la sua "salita in politica", per superare "il bipolarismo combattivo" e le "forme arcaiche di sindacalismo", il tutto naturalmente senza presentarsi davanti agli elettori anche se questo non significa, precisa il professore, che non ci sia "legittimazione popolare".

Mario Monti inzia la conferenza stampa spiegando "le posizioni emerse nella riunione" con i centristi:
"E' stato deciso che al Senato, dove anche per ragioni tecniche questo è consigliabile, ci sarà una lista unica provvisoriamente denominata "Agenda Monti per l'Italia", non so se questa sarà la denominazione definitiva. Anche per la Camera i partecipanti alla riunione mi hanno offerto la loro disponibilità ad accettare una lista unica. Ma io ho pensato che - proprio rifiutando il personalismo nella politica e rispettando le diverse identità, le diverse storie - fosse più opportuno, più significativo avere una lista dell'Udc, per esempio ed in particolare, cioè di una forza politica che ha visto per prima tra le forze politiche i limiti del bipolarismo combattivo e che è stata, ancora più delle altre, un sostegno permanente all'attività del nostro governo. Così (alla Camera, ndr) ci sarà quella lista, ci sarà una lista civica, non so se ce ne saranno altre anche perché il processo di adesione è in movimento, e ci sarà una coalizione di queste liste. Io vigilerò sull'osservanza di certi criteri nella formazione delle liste, questo è molto importante. Saranno stabiliti standard e criteri esigenti, perché questa è una delle cose che i nostri cittadini domandano. E accetterò di incoraggiare questo sforzo congiunto della politica responsabile e della società civile nelle forme che saranno definite, per esempio accettando immagino di essere designato come capo della coalizione o comunque dando il mio impegno per il successo di questa operazione, che ripeto non è contro questo o contro quello ma è a favore di una evoluzione della politica italiana sulle cose e sulla volontà e io spero un po' dimostrata capacità di gestire le leve delle politiche".

"Chi ha partecipato a questa riunione?" domanda Mario Monti anticipando i giornalisti presenti: "E' significativo, perché abbiamo visto esponenti di forze politiche oggi presenti nel Parlamento, in particolare Pier Ferdinando Casini, per l'Udc e per se stesso soprattutto, altri parlamentari uscenti che si riferiscono al Terzo Polo, come Benedetto della Vedova o Linda Lanzillotta o Nicola Rossi. Abbiamo visto esponenti politici finora appartenuti ad altri poli non del centro che hanno ritenuto interessante aderire a questa nuova idea e formazione, ad esempio il senatore Pietro Ichino e l'onorevole parlamentare europeo Mario Mauro, rispettivamente finora domiciliati nel PD e nel Pdl. Ed abbiamo avuto esponenti significativi della società civile in varie forme organizzate. Non era presente Luca Cordero di Montezemolo perché all'estero ma erano presenti i due principali responsabili di Italia Futura, Calenda e Romano. Erano presenti altre personalità della vita civile o dell'amministrazione locale, come il presidente dell'AI della Provincia di Trento, Andrea Olivero fino a pochi giorni fa presidente delle Acli, ed erano presenti anche alcuni ministri del governo che sta per concludere il proprio mandato (come Corrado Passera, ndr)".

Mario Monti insiste quindi precisando che: "Non abbiamo pensato di creare un partito. Esiste il mio desiderio di favorire il dibattito politico italiano facendo in modo che le forze politiche si schierino sulle idee, e non che io mi schieri a favore di questo partito contro quell'altro partito. E c'è questa prima positiva importante risposta di schieramento sulle idee. E' stato inventato da altri, prima che da me, questo riferimento all'agenda Monti e abbiamo visto che è un riferimento che può essere mobilitante. Non ho mai pensato di creare un partito. Ci sono state troppe cose affrettate e strumentali nella vita politica italiana incentrate su singole personalità. E' ovvio che io non sono l'uomo della Provvidenza, non posso risolvere situazioni che altri non potrebbero risolvere, ma con tanta buona volontà credo di essere riuscito a far lavorare insieme forze che non avevano mai lavorato insieme".

"Per quanto riguarda la chiarezza dei miei intenti - conclude Mario Monti - credo che io non possa e non debba come senatore a vita partecipare ad una elezione per un collegio per la Camera dei deputati, né rinunciare a questo onore che mi è stato fatto dal presidente Napolitano. Mi permetto nel contempo di dire che il risultato elettorale che avrà questa formazione che si riferisce all'Agenda Monti e di cui sarò punto di riferimento, dal punto di vista della legittimazione popolare abbia tutte le caratteristiche di costituirne una. E direi, molto ma molto più significativa che se io fossi eletto al tale o tale altro collegio della Camera dei deputati, visto che qui sono le idee che sono messe in gioco, qui è un anno di governo che è messo in gioco e qui è una missione assegnata all'Italia nei prossimi anni che è messa in gioco".

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