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Mario Monti e la "manovra" leghista per avere il suo "scalpo"

Mario Monti è andato dal barbiere. Questa era la notizia che il TG2, con tanto di telecamere, forniva a fine novembre, nel periodo in cui il neo premier italiano era descritto come il "salvatore della Patria", con toni sempre più agiografici. Ma la Lega Nord si continua a chiedere (anche con un'interrogazione parlamentare) se sia stata fatta o meno la "ricevuta". In un certo senso prendendo alla lettera il leitmotiv dell' "equità e rigore" di Monti.

Mario Monti è stato dipinto dalla stampa che conta, orfana di Silvio Berlusconi che riempiva la foliazione dei giornali (cartacei e digitali), come una sorta di "salvatore della Patria". Il "salvatore della Patria" ovviamente non poteva che varare una manovra "salva Italia" e ripetere un leitmotiv che sta, se si fa caso, entrando nella testa delle persone "semplici", che giustificano ogni "taglio" con due parole, quasi come fossero una tiritera da fischiettare. Le liriche del leitmotiv che Mario Monti non manca mai di intonare sono infatti: "equità e rigore". Non manca però la variazione sincopata: "equità, rigore, crescita". E la manovra fiscale del governo Monti, come lui stesso ha ripetuto, ha assoluto bisogno dell'impegno "personale" di ogni italiano per "funzionare" e per scongiurare il "rischio" di finire come la Grecia. Il premier quindi deve dare l'esempio, e lui stesso ha dichiarato di non voler beneficiare dello "stipendio" da presidente del Consiglio e da ministro dell'Economia, tanto per far capire che "equità e rigore" partono "a cominciare" da lui medesimo. E' quindi curiosa una piccola faccenda parita da un servizio del TG2 di qualche domenica fa, che immortalava Mario Monti dal suo barbiere di fiducia a Milano. Tra il barbiere e il suo cliente "d'eccezione", almeno per le telecamere che inseguivano il primo "taglio" di Monti, non si sarebbe parlato di "politica" né dei futuri "tagli" alle pensioni, né dell'introduzione della "nuova" ICI prima casa (che ora entrerà nell'IMU) o di altre questioni fiscali. Monti e il suo barbiere avrebbero quindi parlato solamente del solito "come si sta, come non si sta". Pare però che alla fine del "servizio" qualcosa non sia rientrato nella logica dell' "equità e rigore" raccomandata da Monti. La Lega Nord su questo dubbio ha presentato addirittura una interrogazione parlamentare, firmata da Maurizio Fugatti, Gianluca Forcolin e Silvana Comaroli, tanto che i tifosi di Mario Monti hanno scherzato su quanto questa interrogazione potesse rappresentare una "manovra" leghista per avere lo "scalpo" (naturalmente fiscale e metaforico) del nuovo premier. Sul sito della Lega Nord c'è un articolo che spiega la natura dell'interrogazione presentata subito dopo il "taglio" di Monti (leggi "L'inflessibile Monti e il "vizietto" tributario italiano" http://is.gd/eYUUEB). In una successiva interpellanza al Ministro dell'economia e delle finanze (presentata il 5 dicembre), il leghisti rinnovano la richiesta: "La stampa ha riportato le immagini del neo Presidente del Consiglio, professor Mario Monti, che durante la giornata festiva di domenica 27 novembre 2011 si è concesso una 'pausa' nella sua città, Milano, per un taglio di capelli dal proprio barbiere di fiducia; da fonti di stampa sembrerebbe che l'artigiano non abbia rilasciato al professor Monti alcun giustificativo fiscale del corrispettivo incassato, né che il 'cliente' in questione abbia chiesto al proprio parrucchiere la ricevuta; tale omissione è in forte contrasto con il contenuto dei provvedimenti legislativi che il Governo starebbe preparando, forieri di nuove imposte e di nuovi e più stringenti adempimenti a carico dei contribuenti". Scontata quindi la domanda degli onorevoli leghisti che ora vogliono sapere "se il Corpo della guardia di finanza abbia effettuato accertamenti sul fatto descritto in premessa".

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