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Malinconico si dimette. Ora trasparenza su Mario Monti e Moody's

Carlo Malinconico si è dimesso da sottosegretario alla presidenza del consiglio per l'editoria dopo lo scandalo di fatture pagate da Francesco De Vito Piscicelli, imprenditore della "cricca". Questo in nome della "trasparenza", la stessa che molti richiedono sul rapporto che intercorre, o che è intercorso, tra Mario Monti e Moody's.

"Stiamo attenti prima di parlare di conflitti di interesse. Noi saremo di una trasparenza totale" aveva assicurato Mario Monti subito dopo il giuramento dei suoi sottosegretari, anche se uno, quello alla presidenza del consiglio per l'editoria, Carlo Malinconico, si è dovuto dimettere a causa di fatture pagate da un imprenditore della "cricca". A lanciare lo scoop è "Il Fatto Quotidiano" che pubblica (http://is.gd/FDO3SL) alcune informative dei Ros che dimostrano come Carlo Malinconico abbia soggiornato in un lussoso albergo, "Il Pellicano" di Porto Ercole, tra il 2007 e il 2008, a spese di Francesco De Vito Piscicelli, il costruttore noto per aver riso al telefono la notte del terremoto all'Aquila immaginando degli affari che si sarebbero potuti fare attraverso la ricostruzione della città. Piscitelli avrebbe saldato i conti dell'albergo su richiesta dell'ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci e del costruttore Diego Anemone, entrambi imputati al processo per i lavori del G8, che si apre a Perugia il 23 aprile. Da precisare che Carlo Malinconico non è indagato. Dopo un paio di giorni dall'uscita del servizio, Carlo Malinconico decide di lasciare il governo "nell'esclusivo interesse del Paese, pur nella consapevolezza della mia correttezza e buona fede", come precisa in una nota all'Ansa. L'ormai ex sottosegretario spiega inoltre di non aver "mai fatto favori ai personaggi coinvolti" e di aver appreso "solo ora che Piscicelli avrebbe pagato di propria iniziativa e per ragioni a me del tutto ignote alcuni dei miei soggiorni presso la struttura alberghiera". La presidenza del Consiglio dirama infine una nota dove spiega che Malinconico, nel rassegnare le dimissioni, ribadisce "la correttezza della propria condotta". "Il Sottosegretario ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico - prosegue la nota di Palazzo Chigi - per poter meglio difendere la propria immagine e onorabilità in tutte le sedi, nonché per salvaguardare la credibilità e l'efficacia dell'azione del Governo", e si conclude sottolineando come "il Presidente del Consiglio, nell'accettare le dimissioni, ha manifestato al Sottosegretario Malinconico il suo apprezzamento per il senso di responsabilità dimostrato nell'anteporre l'interesse pubblico ad ogni altra considerazione". La decisione di Carlo Malinconico viene apprezzata da più parti, soprattutto perché in Italia è da tempo che non si vedevano dimissioni date in nome della "trasparenza" del proprio operato. Anche se qualcuno non riesce ancora a comprendere come, però, solamente alcuni "conflitti d'interessi" vengano "montati" mentre altri, misteriosamente, rimangono nell'ombra. Almeno una parte di italiani, infatti, vorrebbe a questo punto avere delle risposte in merito ad un quesito più volte riproposto sul nostro blog, ma sempre caduto nel vuoto. Come scritto per la prima volta il 21 novembre del 2011 (http://is.gd/7iwpuB) e ancora (ma non l'ultima) il 30 novembre 2011 (http://is.gd/7Hv9dj), in tanti vorrebbero sapere perché nelle biografie di Mario Monti (prima fra tutte quella di Wikipedia ma non solo) non compare il fatto che l'attuale premier italiano sia stato (ma forse lo è ancora) un "member of the Senior European Advisory Council of Moody's". Su internet solo pochi curriculum ufficiali riportano tale curiosa informazione, tra cui una brochure (http://is.gd/YDsGRk) del "European Academy of Business in Society 5th Annual Colloquium", tenutosi l'11 e 12 settembre 2006 presso l'Università Bocconi di Milano, e due schede pubblicate sui siti dell' "Istituto di studi politici (IEP) di Parigi" (http://is.gd/ZMxkmV) e della "New York University" (http://is.gd/hMpK5N). Il rapporto tra Mario Monti e Moody's appare interessante soprattutto per il fatto che ad inizio ottobre 2011 l'agenzia in questione ha tagliato il rating dell'Italia (http://is.gd/gYZWXl). Per questo motivo alcuni italiani si chiedono, sempre in nome di quella "trasparenza" che sembra essere il faro nell'attuale governo, se e quando Mario Monti ha interrotto i rapporti con Moody's. Perché in caso Mario Monti continuasse invece ad essere un membro del Consiglio consultivo di Moody's, che decide sul destino (e sul declassamento o meno) del nostro Paese, si potrebbe allora ipotizzare un problematico conflitto di interessi che dovrebbe essere risolto. Probabilmente però tali domande rimarranno ancora senza alcun tipo di risposta perché nonostate le apparenze, in Italia, come esistono cittadini di "serie A" e cittadini di "serie B", esistono anche interrogativi di "serie A" e di "serie B".

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