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Interrogazione Pdl: colpe suicidi? Monti spieghi a chi si riferiva

Il Pdl presenta una interrogazione parlamentare dove chiede a Mario Monti "a chi si riferisse, se non al Popolo delle Libertà" quando a parlato di "chi ha portato l'economia in questo stato" e le "conseguenze umane della crisi".

Nonostante le tante rassicurazioni, la crisi continua a colpire sempre più pesantemente l'Italia, e le conseguenze più evidenti sono quei troppi suicidi avvenuti nelle ultime settimane, di imprenditori come di comuni cittadini strozzati dai troppi debiti e da un'economia che non permette al lavoratore di poter crescere. Ma un paio di giorni fa, nel corso di un dibattito a Roma, Mario Monti ha specificato che non è l'attuale governo a dover "riflettere" sulle "conseguenze umane della crisi", perché lo dovrebbe fare "chi ha portato l'economia in questo stato e non chi da quello stato sta cercando di farla uscire".
Colpa del precedente governo, insomma? Ma il Pdl non ci sta a farsi carico di una situzione così tragica. Nonostante Mario Monti il giorno dopo abbia specificato, dopo aver preso atto di alcune rimostranze da parte di esponenti del Popolo della libertà, che il governo guidato da Silvio Berlusconi "ha fatto molto in termini di riforme strutturali", il Pdl presenta un'interrogazione parlamentare (42 firmatari) dove si precisa che è "un dovere etico e politico" per il premier spiegare il significato della frase "conseguenze umane". Il Pdl chiede inoltre a Mario Monti "a chi si riferisse, se non al Popolo delle Libertà, quando ha poi specificato" che quelle conseguenze sono generate da "chi ha portato l'economia in questo stato".
I firmatari dell'interrogazione parlamentare, tra cui gli ex-ministri Renato Brunetta, Maria Stella Gelmini, Giorgia Meloni, chiedono inoltre a Monti, quale Presidente del Consiglio, "se non ritiene ingiustificato ed un fuor d'opera il tentativo autoassolutorio dell'operato del governo, specie in presenza di critiche nazionali e internazionali così serrate e puntuali ed in presenza di provvedimenti quali quella dell'erogazione di un contributo di 35 miliardi di euro a favore della Grecia a fronte di un introito stimato per l'IMU di 20-12 miliardi di euro".
Un po' maliziosamente, inoltre, viene precisato infatti che "molteplici potrebbero essere le opzioni e diverse sarebbero le conseguenze e le valutazioni politiche, se, per esempio il Presidente del Consiglio si fosse riferito agli speculatori internazionali che hanno giocato e scommesso sulla sostenibilità del debito pubblico italiano; oppure ai grandi gruppi bancari, realtà peraltro ben nota e rappresentata nel suo governo, che, se così si può dire, hanno smesso di fare le banche di credito e hanno iniziato a fare le banche di investimento; oppure che si riferisse ai cosiddetti soliti noti, quali Goldman Sachs, realtà nota al Professor Monti, o ad enti e associazioni internazionali, anch'essi di conoscenza del Presidente del Consiglio, conosciuti per la loro incidenza della determinazione delle linee guida della a chi ne riferisse le cause".

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