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Dimissioni governo Berlusconi: Napolitano parlò con Monti già in estate 2011

Mario Monti sapeva già nell'estate del 2011 che presto sarebbe potuto diventare Presidente del Consiglio. Le dimissioni di Silvio Berlusconi risalgono al 12 novembre 2011 ma "le conversazioni tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e Mario Monti precedono di quattro o cinque mesi la nomina dell'allora presidente della Bocconi a Palazzo Chigi il 13 novembre 2011", rivela il Corriere della Sera.

Giorgio Napolitano accetta le dimissioni di Silvio Berlusconi il 12 novembre 2011, ma già "tra giugno e settembre accadono molte cose che finora non sono state rivelate" rivela il Corriere della Sera, mettendo nero su bianco ciò che già da tempo in molti sospettavano, e cioè che l'ascesa al Palazzo Chigi di Mario Monti non è stata decisa all'ultimo minuto. "Le conversazioni tra il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e Mario Monti" infatti "precedono di quattro o cinque mesi la nomina dell'allora presidente della Bocconi a Palazzo Chigi il 13 novembre 2011", precisa il Corriere della Sera, che cita le parole di Carlo De Benedetti, Romano Prodi e dello stesso ex premier catturate in una serie di video interviste rilasciate per il libro "Ammazziamo il Gattopardo" di Alan Friedman (in uscita per Rizzoli il 12 febbraio). Carlo De Benedetti afferma che nell'estate del 2011 Mario Monti "in vacanza vicino casa sua a St. Moritz, è andato a chiedergli un consiglio, se accettare o meno la proposta di Napolitano sulla sua disponibilità a sostituire Berlusconi a Palazzo Chigi, in caso fosse stato necessario". Romano Prodi ricorda invece che già nel giugno 2011 aveva consigliato a Mario Monti, che lo aveva interpellato sullo stesso tema: "Non puoi fare nulla per diventare presidente del Consiglio, ma se te lo offrono non puoi dire di no". E l'offerta è arrivata, puntualmente, pochi mesi più tardi. Mario Monti in seguito ammette di aver parlato però non solo con De Benedetti e Prodi ma anche "di aver discusso con Napolitano un documento programmatico per il rilancio dell'economia, preparato per il capo dello Stato dall'allora banchiere Corrado Passera tra l'estate e l'autunno del 2011", scrive sempre il Corriere della Sera. Infine, alla domanda se "nel giugno-luglio 2011, il presidente della Repubblica le ha fatto capire o le ha chiesto esplicitamente di essere disponibile se fosse stato necessario" a divenire Presidente del Consiglio, Mario Monti conferma: "Sì, mi ha dato segnali in quel senso".

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