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Per l'Italia, Mauro: tagli alla Difesa assurdi. Serve invece esercito UE

Il presidente dei Popolari per l'Italia Mario Mauro, a proposito degli ipotizzati tagli al settore della Difesa, chiarisce che "un ulteriore ridimensionamento del comparto è un errore", auspicando invece per "ottimizzare assetti e risorse" la nascita di una Difesa Europea Comune,

Manca poco alla presentazione della legge di stabilità, con la quale il governo Renzi dovrà trovare almeno 20 miliardi di euro. Il presidente dei Popolari per l'Italia Mario Mauro, a proposito degli ipotizzati tagli al settore della Difesa, chiarisce: "Un ulteriore ridimensionamento del comparto difesa è un errore. Non si può far finta di non sapere che le Forze Armate stanno già attuando una massiccia riduzione dei propri organici nell'ordine delle 50mila unità tra i militari, che stanno passando da 190mila a 150mila, e di 12mila civili, da 32mila a 20mila, che non finirà prima del 2024 e con molta probabilità avrà una coda anche dopo questa scadenza". In una nota, l'ex ministro Mario Mauro sostiene quindi quanto sia "doveroso sottolineare che la Difesa è l'unico assetto della Pubblica Amministrazione che ha saputo realizzare una razionalizzazione e di così vasta portata. - ricordando - Inoltre occorre riconoscere che il ministero della Difesa sta compilando un Libro Bianco con l'intento di individuare gli obiettivi strategici del Paese e di configurare compiti e assetti delle Forze Armate". Mario Mauro chiede quindi al governo di finire di "considerare la difesa un salvadanaio al quale attingere fondi in tempi di crisi economica, specie in un momento storico in cui le situazioni di pericolo ed esigenze di sicurezza hanno raggiunto un livello di incontestabile allarme", concludendo invece con "l'auspicio di una razionalizzazione dello strumento militare nazionale nell'ottica di una Difesa Europea Comune per ottimizzare assetti e risorse".

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