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Mario Draghi: manovra corretiva non basta. Servono misure ulteriori

La manovra correttiva del governo, che ormai sfiora i 60 miliardi di euro, rischia di non bastare per pareggiare il bilancio dello Stato entro il 2014. A lasciarlo intendere è Mario Draghi.

Ciò che i più attenti analisti, e cittadini, andavano sospettando già da qualche giorno è diventantato realtà. La manovra correttiva del governo, che ormai sfiora i 60 miliardi di euro, rischia di non bastare per pareggiare il bilancio dello Stato entro il 2014. A dirlo senza troppi giri di parole è l'ex governatore della Banca d'Italia, prossimo numero uno della BCE, Mario Draghi, che parlando all'assemblea dell'Abi sottolinea che "esistono rischi che questi provvedimenti distorcano l'impianto della correzione, opportunamente basato sostanzialmente su tagli delle uscite. Se non si incide anche su altri voci di spesa, il ricorso alla delega fiscale e assistenziale per completare la manovra nel 2013-2014 non potrà però evitare un aumento delle imposte", e per questo avverte: "Avendo anticipato le usuali scadenze, occorre definire in tempi rapidissimi il contenuto delle MISURE ULTERIORI volte a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014. A questo soprattutto guardano oggi i mercati". Insomma, senza vera crescita, le manovre correttive non serviranno a niente, lascia intendere Draghi. Ma per fortuna Giulio Tremonti, sempre dalla stessa platea, subito dopo assicura che "qui staremo benissimo". Per "qui" intende l'Italia, ma il ministro dell'economia non sembra aver specificato "chi" starà benissimo.

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