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Draghi: non c'è bolla sui prezzi ma governi siano pronti a fine quantitative easing

Il quantitative easing potrebbe far esplodere la bolla sui prezzi, ma Mario Draghi assicura che "al momento ci sono poche indicazioni sul fatto che stanno emergendo generali squilibri finanziari". Il presidente della BCE ha comunque avvisato che i governi dovranno essere ben preparati quando si chiuderanno i rubinetti della BCE.

Il quantitative easing potrebbe far esplodere la bolla sui prezzi, ma Mario Draghi afferma che la BCE non cesserà di stampare i mille miliardi di euro previsti dal piano. Il regime di QE dovrebbe durare, infatti, almeno fino a settembre 2016. Nel corso di un discorso a Washington, presso il Fondo Monetario Internazionale, il presidente della BCE Mario Draghi precisa infatti che a causa della lunga crisi che ha attanagliato l'Europa per 7 anni "famiglie ed imprese sono ancora riluttanti ad assumersi un rischio economico" e per questo motivo "è necessario fa passare un po' di tempo prima di poter dichiarare" che il quantitative easing "è stato un successo". Il programma di acquisto dei titoli di Stato, pari a 60 miliardi di euro al mese, "proseguirà fino a quando non si vedrà un adeguamento costante dell'inflazione" dichiara quindi Draghi. Per quanto riguara il possibile rischio di una bolla sui prezzi, il presidente della BCE assicura che "al momento ci sono poche indicazioni sul fatto che stanno emergendo generali squilibri finanziari". Draghi ha comunque avvisato che i governi dovranno essere ben preparati quando si chiuderanno i rubinetti della BCE.

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