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Draghi: crisi alimentare richiede risposte rapide. Sempre più poveri

Il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi pare trovarsi d'accordo con quanto dichiarato dal presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick, che qualche giorno fa aveva lanciato l'allarme sui dati relativi all'estrema povertà causata dall'aumento dei generi alimentari.

Il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi pare trovarsi d'accordo con quanto dichiarato dal presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick, che solo qualche giorno fa aveva lanciato l'allarme sui nuovi dati relativi all'estrema povertà che continua a colpire sempre più persone del mondo, anche e soprattutto a causa degli aumenti dei generi alimentari di prima necessità. Il rapporto Food Price Watch pubblicato dalla Banca Mondiale, infatti, evidenzia come il mais, per esempio, sia aumentato del ben 74%, il grano del 69% mentre i semi di soia e lo zucchero rispettivamente del 36% e del 21%. Anche Mario Draghi, quindi, come prima di lui Zoellick, sottolinea durante il Development Committee della Banca mondiale che "nel giro di pochi mesi circa 44 milioni di persone saranno cadute nuovamente in povertà". Per Draghi "l'incertezza circa le radici più profonde di questo fenomeno" richiede quindi delle "risposte rapide" e che "la natura complessa della crisi alimentare richiede una risposta da parte di tutta la comunità internazionale". A farne maggiornmente le spese, naturalmente, i Paesi del cosiddetto Terzo Mondo ma, nonostante questo, il governatore di Bankitalia afferma che si può guardare "ai prossimi mesi e anni con più fiducia rispetto a sei mesi fa" perché "le prospettive economiche stanno migliorando globalmente ed in particolare nelle economie in via di sviluppo". Sempre che gli aumenti dei generi alimentari non continuino a crescere, visto che Robert Zoellick, invece, ha ammonito che se i prezzi degli alimenti saliranno, per esempio, del 10% si può calcolare che altre 10 milioni di persone saranno ridotte in estrema povertà, mentre se invece i prezzi salissero del 30% allora i poveri crescerebbero di 34 milioni. Attualmente, inoltre, nel mondo vi sono 1,2 miliardi di persone che vivono con meno di 1,25 dollari al giorno. Anche nei cosiddetti Stati civilizzati.

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