le notizie che fanno testo, dal 2010

Draghi: competitività con riforme compatibili con l'unione monetaria

Mario Draghi invita le banche a prestare alle piccole e medie imprese "a tassi ragionevoli" poiché in caso contrario "le conseguenze per l'Eurozona sarebbero gravi". Il presidente della BCE invita ad un "ritorno alla competitività" ricordo però che si sta "operando in un contesto di unione monetaria".

Per Mario Draghi, presidente della BCE (Banca centrale europea), "è particolarmente sconcertante" che le piccole e medie imprese soffrano più delle grandi aziende, annunciando quella che a qualcuno deve essere sembrata la classica scoperta dell'acqua calda, e cioè che le grosse imprese "hanno un migliore accesso ai mercati del capitale e sono meno dipendenti dal settore bancario". Le Pmi, però, generano "i tre quarti dell'occupazione" e per questo le banche dovrebbero "prestare a tassi ragionevoli", ammonisce Mario Draghi, poiché in caso contrario "le conseguenze per l'Eurozona sarebbero gravi". La CGIA di Mestre calcola che, su dati della Banca d'Italia, nell'ultimo anno (febbraio 2013 su febbraio 2012) la variazione del credito erogato dalle banche alle imprese è stata del meno 3,4%, e ciò vuol dire che in termini assoluti le aziende hanno subito una "stretta" pari a 34 miliardi di euro. "E' utile ricordare che anche nel nostro Paese i posti di lavoro li creano le aziende private, soprattutto quelle di piccola dimensione. Se non le aiutiamo, difficilmente potremo evitare un ulteriore aumento della disoccupazione" tuona infatti Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre. Nonostante questo, Mario Draghi chiarisce che la BCE "non può e non vuole sovvenzionare banche insolventi", spiegando che il vero obiettivo è il "ritorno alla competitività", facendo notare però che "operando in un contesto di unione monetaria, l'unico modo per ritrovare competitività è perseguire in modo determinato e ambizioso un'agenda di riforme strutturali". Per Mario Draghi, quindi, tale agenda di riforme dovrebbe prevedere "una serie di misure a livello nazionale con le quali si assicuri che i mercati del lavoro e dei beni siano pienamente compatibili con l'unione monetaria". Mario Draghi ricorda infatti che "a differenza di Paesi con una vera e propria struttura federale o con un'unica autorità di bilancio, l'Eurozona è composta da diversi paesi sovrani". Anche se non così tanto.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: