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Draghi: aumentano rischi. Perché BCE non prestatore di ultima istanza?

Mario Draghi, ex governatore della Banca d'Italia e ora numero uno della Banca centrale europea, spiega BCE deve continuare a basarsi "su tre principi: continuità, consistenza e credibilità". Ecco forse perché non diviene, in questo moeìmento di crisi, il "prestatore di ultima istanza".

Mario Draghi, ex governatore della Banca d'Italia e ora numero uno della Banca centrale europea, avvisa, durante l'intervento di apertura all'European Banking Congress, che "nell'Eurozona sono aumentati i rischi al ribasso con una attività più debole che rende moderate le pressione sui prezzi, costi e salari", ed oltre ad invitare ad attuare quelle "riforme di ampio respiro", alcune delle quali annunciate anche mesi fa e ancora mai realizzate (tra cui l'aumento di capitale per il fondo salva-Stati), insiste sul fatto che "per il futuro all'Unione serve una governance economica molto più forte". Mario Draghi, poi, precisa che la BCE deve continuare a basarsi "su tre principi: continuità, consistenza e credibilità", spiegando che "acquistare credibilità sia un processo lungo e faticoso, ma mantenerla è una sfida continua, mentre perderla può essere molto veloce, e la storia ci insegna che riconquistarla ha un pesante costo sociale ed economico". Una puntalizzazione che sembra essere una giustificazione sull'operato della BCE in questo momento di crisi. La Francia di Nicolas Sarkozy e la Gran Bretagna di David Cameron sembrano concordare sul fatto che la BCE possa divenire il cosiddetto "prestatore di ultima istanza", idea però pare osteggiata dalla Germania di Angela Merkel, visto che il suo ministro della Finanze Wolfgang Schauble spiegherebbe che ciò "destabilizzerebbe l'euro e non risolverebbe il problema". Non dello stesso avviso Paolo Barnard (www.paolobarnard.info/chi.php), che in un articolo pubblicato sul suo sito ("Draghi e Napolitano devono essere arrestati e processati" - http://is.gd/QhWYLZ) spiega chiaramente che "la BCE poteva senza problemi mantenere a un livello basso costante i tassi sui nostri titoli di Stato. Ma Mario Draghi siede alla BCE e non fa nulla" chiarendo: "Non siate ingannati dalla giustificazione standard offerta per questo rifiuto di acquistare titoli italiani da parte della BCE. Vi diranno che le è proibito per statuto, ma non è vero: infatti clausole come la SMP Bond Purchases lo permettono, e anche le regole sulla stabilità finanziaria del trattato d Maastricht, come scritto di recente da Marshall Auerback e da altri. Draghi poteva agire, eccome". Barnard conclude spiegando che il risultato è "il golpe" perché "da ora le elite finanziarie sono col loro aguzzino Mario Monti al governo a Palazzo Chigi. Fine della democrazia italiana fondata nel 1948. Comandano i mercati, non il Parlamento".

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