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Draghi: Italia ad un bivio, ricchezza è stabilizzare i precari

Silvio Berlusconi afferma che l'Italia è "seconda in Europa dopo la Germania" e che il governo avrebbe fatto 5 passi avanti. Uno di questi dovrebbe essere rivolto per uscire da quel bivio "tra la stagnazione e la crescita" in cui l'Italia rischia di trovarsi secondo Draghi.

Solo ieri il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha affermato, aprendo i lavori della Direzione nazionale del PdL, che l'Italia è "seconda in Europa dopo la Germania", smentendo chi "continua a dire" che il governo non ha "fatto niente" spiega che "nel pieno di una crisi epocale" sono stati messi "in sicurezza i conti pubblici e sono stati tutelati i posti di lavoro", il tutto senza mettere "le mani nelle tasche degli italiani".
Tra gli applausi della platea Silvio Berlusconi afferma: "Noi non faremo un passo indietro ma cinque passi avanti".
E speriamo che uno di questi cinque passi sia rivolto per uscire da quel bivio "tra la stagnazione e la crescita" in cui l'Italia rischia di trovarsi, come spiega oggi il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi durante il suo intervento al convegno della facoltà di Economia dell'Università di Ancona.
Draghi spiega che "la stagnazione della produttività nel decennio precedente la crisi, è stata uniformemente diffusa sul territorio" e sottolinea che i dati dimostrano una "evidente perdita di competitività" rispetto ai partner europei.
Mario Draghi parla poi dei giovani precari, evidentemente quelli a cui non sono stati "tutelati i posti di lavoro" da questo governo.
"Nel Paese rimane diffusa l'occupazione irregolare, stimata dall'Istat in circa il 12% del totale dell'unità di lavoro", denuncia Draghi che spiega che "senza la prospettiva di una pur graduale stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari, si hanno effetti alla lunga negativi su produttività e profittabilità".
Mario Draghi sembra consapevole del fatto che il futuro e la vera ricchezza dell'Italia risiede nei giovani e che non ci si può basare sul fatto che secondo gli indicatori internazionali gli italiani sarebbero "mediamente ricchi" perché "l'inazione ha costi immediati" e se "la ricchezza è il frutto di azioni e decisioni passati" al contrario "il PIL, legato alla produttività, è frutto di azioni e decisioni prese guardando al futuro".

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