le notizie che fanno testo, dal 2010

Draghi: BCE userà strumenti non convenzionali, come alleggerimento quantitativo

Mario Draghi annuncia che è stato deciso di mantenere invariati i tassi di interesse di riferimento della BCE, rivelando che la Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea "è unanime nel ribadire il suo impegno ad utilizzare anche strumenti non convenzionali, compresa la modalità di alleggerimento quantitativo (quantitative easing)".

"Abbiamo deciso di mantenere invariati i tassi di interesse di riferimento della BCE. I dati confermano infatti che la moderata ripresa dell'economia dell'area dell'euro sta procedendo in linea con la nostra precedente valutazione" annuncia Mario Draghi in conferenza stampa, aggiungendo: "Le aspettative sull'inflazione per l'area dell'euro nel medio-lungo periodo continuano a essere saldamente ancorate in linea con il nostro obiettivo di mantenere i tassi di inflazione inferiori ma prossimi al 2%". Draghi chiarisce quindi che "il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea - cui il 3 aprile ha partecipato anche il vicepresidente della Commissione Olli Rehn - è unanime nel ribadire il suo impegno ad utilizzare anche strumenti non convenzionali nell'ambito del suo mandato, al fine di far fronte efficacemente i rischi di un periodo troppo prolungato di bassa inflazione". "Il che non significa che abbiamo finito con le misure convenzionali" precisa, rispondendo ai giornalisti, Mario Draghi, chiarendo: "La BCE utilizzerà quindi tutti gli strumenti che rientrano nel suo mandato, compresa la modalità di alleggerimento quantitativo (quantitative easing)", con cui avviene la creazione di moneta da parte della banca centrale e la sua iniezione, con operazioni di mercato aperto, nel sistema finanziario ed economico. Come da Wikipedia, in caso di ricorso ad alleggerimento quantitativo, la banca centrale acquista, per una predeterminata e annunciata quantità di denaro, attività finanziarie dalle banche del sistema (azioni o titoli, anche tossici), con effetti positivi sulla struttura di bilancio di queste ultime. Convenzionalmente, invece, il controllo della base monetaria avviene con la vendita o acquisto di titoli governativi, in apposite aste.

"Nel corso dei prossimi mesi, l'inflazione dovrebbe rimanere bassa, prima aumentando gradualmente nel corso del 2015 per poi raggiungere livelli più vicini al 2% verso la fine del 2016. Allo stesso tempo, le aspettative di inflazione a medio-lungo termine restano saldamente ancorate in linea con la stabilità dei prezzi" prosegue Draghi, che evidenzia come "il PIL in termini reali dell'area dell'euro sia aumentato dello 0,2% sul trimestre precedente nell'ultimo trimestre del 2013, dopo che rispettivamente è cresciuto dello 0,1% e dello 0,3 % nei due trimestri precedenti. - rilevando - I dati sul primo trimestre di quest'anno sono coerenti con la continua crescita moderata nella zona euro, confermando le precedenti aspettative che la ripresa in corso è sempre sostenuta da una domanda interna più solida". Il presidente della BCE precisa però che "allo stesso tempo, anche se i mercati del lavoro hanno mostrato i primi segnali di miglioramento, la disoccupazione nell'area dell'euro rimane alta e, in generale, la capacità inutilizzata è considerevole. Inoltre, i necessari aggiustamenti di bilancio nei settori pubblico e privato continueranno a pesare sul ritmo della ripresa economica". Mario Draghi avverte quindi che "l'andamento dei mercati finanziari globali e nelle economie di mercato emergenti, così come i rischi geopolitici, possono avere il potenziale per influenzare le condizioni economiche negative" nella zona euro. "Per quanto riguarda le politiche di bilancio, - conclude Mario Draghi - i Paesi dell'area dell'euro hanno compiuto importanti progressi nel correggere gli squilibri fiscali".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: