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Mario Balotelli eterno malinconico: "non ho amici, tornerei in Italia"

In un'intervista a "L'Uomo Vogue", Mario Balotelli racconta il suo adattamento con l'Inghilterra, ammettendo di non aver trovato "amici veri". "Se dovessi muovermi, ora come ora, sceglierei l'Italia" ha detto l'attaccante del Manchester City che si sofferma anche sulla stampa scandalistica inglese che lo tallona, il razzismo e il feeling con José Mourinho e Roberto Mancini.

Sono gli "amici veri" la cosa che manca di più dell'Italia a Mario Balotelli. L'attaccante del Manchester City, giudicato sempre come l'eterno malinconico, non si smentisce nell'intervista rilasciata al numero di "L'Uomo Vogue", da oggi nelle edicole. "Ho 21 anni e già da quasi due sono lontano da casa", ha confessato Super Mario, che racconta di essersi adattato abbastanza bene alla vita inglese, "nonostante differenze abissali" con l'Italia. Poi una punta di nostalgia "Qui non ho amici veri. Se dovessi muovermi, ora come ora, sceglierei l'Italia". Sempre più protagonista del gossip d'oltremanica, Balotelli risponde a tutti quelli che lo giudicano per qualsiasi sua azione fuori dal campo: "Se compro una Fiat Uno, leggo che per un tipo come me era più adatta una Ferrari; se scelgo la Ferrari, scrivete che avrei dovuto stare con i piedi per terra e comprare la Uno. Se rido, non sono serio; se non rido, sono un musone ricco che nemmeno si diverte a fare il mestiere più bello del mondo". Uno sfogo vero e proprio di un giocatore così giovane ma così tanto sotto i riflettori per la sua vita privata. Poi attacca la stampa italiana, colpevole secondo lui di riportare dai media inglesi le vicende "scandalistiche" che lo riguardano in modo "amplificato e senza verifiche".
Sempre in tono serio, l'ex Inter si sofferma sulla questione razzismo che sente molto vicina. Balotelli ricorda l'omicidio dei due senegalesi a Firenze dello scorso dicembre. "Ho provato anch'io un grande dolore - ha raccontato l'attaccante azzurro -. Non gioco in Italia, e non rilascio che rare interviste, così non ho avuto l'occasione di intervenire subito. Fossi stato ancora nel nostro Paese avrei preso posizione pubblicamente. Avrei avuto voglia, in qualche modo, di dare una mano". La soluzione al razzismo secondo Balotelli starebbe nella scuola e nell'insegnamento ai bambini delle regole di vita. "Il razzismo nasce dall'ignoranza più bassa - dice sicuro Super Mario - è sui bambini che bisogna agire, e soprattutto a scuola". Poi una dedica ai genitori: "L'ho capito tardi che la scuola è essenziale; ringrazio i miei genitori che hanno insistito perché prendessi il diploma superiore". In conclusione non potevano certo mancare le parole di stima verso José Mourinho, allenatore che ha permesso a Balotelli di vincere il Triplete (campionato, coppa nazionale e Champions League) con l'Inter nonostante la giovanissima età. "Mou è tra i migliori" confessa il 21enne dei Citizens, precisando però che "in quanto a feeling personale, direi prima Mancini e poi Mourinho". "Un allenatore deve tirare fuori il 100% da un giocatore - spiega - e Mancini è molto bravo perché lo sta facendo".

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