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Lettera aperta Mario Balotelli: i genitori scrivono a Raffaella Fico

Ecco la lettera aperta dei genitori di Mario Balotelli diretta a Raffaella Fico a cui si chiede "di mettere da parte gli interessi personali e agire per il bene della bambina", sottolineando: "Mario, o chiunque altro fosse al suo posto, oggi forse sarebbe al tuo fianco se tu avessi capito in tempo che l'AMORE vale assai più del DENARO e della NOTORIETÀ".

La storia tra Mario Balotelli e Raffaella Fico continua sulle pagine dei giornali. Dopo le ultime dichiarazioni di Raffaella Fico a "Chi" , dove la showgirl napoletana affermava di non aver ricevuto nemmeno "una telefonata per chiedermi se avessimo bisogno di qualcosa" dopo la nascita della piccola (e innocente) Pia, contrattacca il calciatore, a suon di diffida. Ma non solo. A ritenere "che vada ristabilita la verità quanto meno per correttezza di informazione" sono anche i genitori adottivi di Mario Balotelli, Franco e Silvia, che pubblicano una lettera aperta diretta a Raffaella Fico.

Ecco il testo della leggera aperta dei genitori di Mario Balotelli: "Cara Raffaella, ti scriviamo questa lettera aperta non solo perché siamo i genitori di Mario, ma anche perché ti abbiamo conosciuta quando sei stata ospite di Mario qui a Concesio. Abbiamo letto la tua ultima intervista a un noto settimanale e, anche se con fatica e sofferenza, permettici di fare pubblicamente un po'di chiarezza perché conosciamo da vicino la vicenda e riteniamo che vada ristabilita la verità quanto meno per correttezza di informazione. Crediamo infatti che nostro figlio non sia quell'essere irresponsabile e senza dignità che tu hai descritto. Da tempo purtroppo i tuoi interlocutori sono pubblico, giornalisti e fotografi. Non hai avuto la minima esitazione a esternare periodicamente ogni tuo sentimento confondendo verità e finzione pur di suscitare interesse e apparire in copertina. Certo, avrai le tue ragioni per fare della tua vita un evento mediatico, per far entrare telecamere e cronisti ovunque, ma non puoi trascinarci tutti con te e, soprattutto, non puoi vendere per vera la storia che ti fa più comodo infangando la dignità altrui.

«Come hai fatto a innamorarti dell'uomo che vai descrivendo?», ti chiede a un certo punto il giornalista nell'intervista che da ultimo hai rilasciato. Tu rispondi che non lo sai e torni all'episodio di Manchester di fine aprile 2012, quando Mario, trasformatosi in un «mostro», improvvisamente ti cacciò fuori da casa come non si fa neppure con un cane. Così ti esprimi. E no, Raffaella, le cose non andarono proprio così! La vostra storia era già finita a inizio aprile, lo sai bene, e allora perché mentire a te stessa e agli altri? Oggi racconti che eri già incinta; può essere, ma perché allora hai detto a Mario della tua gravidanza solo a fine giugno, durante gli Europei, ovviamente informando prima la stampa pur di avere la ribalta di una ennesima copertina? E poi come puoi accusare Mario di averti incontrato a ottobre 2012 solo «per ripulirsi l'immagine»? Sappiamo che amici comuni organizzarono l'incontro e che tu «pretendevi» da Mario un comunicato stampa di impegno pubblico a riprovarci. Lui ti chiese solo una cosa: la privacy. Noi, come anche le persone che gli stanno vicino, lo avevamo sconsigliato di venire a Napoli avvisandolo che non avresti perso l'occasione per lucrare sull'evento. Mario non ci ha dato ascolto e di testa sua ha fatto tutto quello che gli hai chiesto, perché ingenuamente credeva di risolvere i problemi guardandoti in faccia, lontano dai riflettori, magari portandoti vicino a lui. E tu rifiutasti. Questo ci disse Mario al telefono il giorno dopo, profondamente amareggiato e ancora più deluso per le foto del vostro incontro «segreto» vendute ai giornali. Chissà chi aveva così ben informato quei fotografi appostati sul balcone di casa...

In questo modo hai nuovamente e definitivamente allontanato Mario, come avresti allontanato chiunque altro al suo posto. Ma non ti sembra poi di aver lucrato abbastanza sulla storia con Mario? Quando pensi di poter voltar pagina e magari far parlare i giornali di te per qualcosa che hai fatto tu? Invece parli sempre e solo di Mario e da ultimo arrivi a sentenziare che Mario è privo dell'istinto della paternità, lui che ha subito l'abbandono, ora abbandona quella che secondo te è sua figlia! Raffaella, anche se non sappiamo di chi sia figlia la bambina, crediamo che l'unica cosa certa è che Mario fino ad oggi sia rimasto, per quanto possibile, in silenzio anche e proprio per rispetto di quella creatura che portavi in grembo e che ora hai dato alla luce.
Ci appelliamo quindi al tuo istinto materno, Raffaella, affinché tu possa mettere da parte gli interessi personali e agire per il bene della bambina. Ti chiediamo solo un po' di privacy perché crediamo che le persone che ti stanno vicino e la tua bimba ne abbiano sacrosanto diritto. Di una cosa infine siamo certi: Mario, o chiunque altro fosse al suo posto, oggi forse sarebbe al tuo fianco se tu avessi capito in tempo che l'AMORE vale assai più del DENARO e della NOTORIETÀ".

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