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Istat, Gelmini (Forza Italia): rimane preoccupante disoccupazione giovanile

"I dati dell'Istat sull'occupazione in Italia certificano una debole riduzione della disoccupazione, che scende al 12%, ma non autorizzano in alcun modo i toni propagandistici del governo usati finora", così in un comunicato Mariastella Gelmini, coordinatrice regionale di Forza Italia in Lombardia.

"I dati dell'Istat sono positivi rispetto a quelli delle ultime rilevazioni, confermando un trend che si sta registrando in tutta Europa con un tasso di disoccupazione intorno al 10%. I dati sull'occupazione in Italia certificano una debole riduzione della disoccupazione, che scende al 12%, ma non autorizzano in alcun modo i toni propagandistici del governo usati finora" sottolinea in una nota Mariastella Gelmini, coordinatrice regionale di Forza Italia in Lombardia.
"Da tempo invitiamo il Governo ad essere cauto sui numeri dell'occupazione - spiega ancora la parlamentare forzista -, evidenziando come fosse necessaria una seria analisi del trend dell'occupazione nel medio periodo e non una semplice operazione aritmetica di conteggio delle assunzioni e delle cessazioni. Contrariamente, il Governo concentra l'attenzione solo sull'aumento dei contratti stabili, senza considerare che in molti casi si tratta di trasformazioni di contratti di lavoro a termine dovute più al robusto bonus previsto dalla legge di stabilità, che non di effetti del Jobs Act."
"Quello che continua a preoccupare è il tasso di disoccupazione giovanile. - prosegue la Gelmini - Sebbene sia rientrato il dato shock dello scorso mese di giugno che ha fatto registrare un record storico con una percentuale di quasi il 43% di giovani disoccupati - continua poi -, non possiamo essere confortati dal dato diffuso oggi."
"Il tasso di disoccupazione di giovani tra i 15 e i 24 anni è ancora sopra il 40% - sottolinea ancora -, ponendo l'Italia fanalino di coda in Europa, ancora molto lontano dall'8% della Germania. Inoltre, nel calo del tasso di disoccupazione, occorre tenere presente l'aumento del numero di giovani inattivi pari a +27 mila, rispetto al mese precedente. Il tasso di inattività dei giovani tra 15 e 24 anni cresce di 0,5 punti percentuali, arrivando al 74,4%. In termini tendenziali, rispetto a luglio 2014, il tasso di occupazione dei giovani 15-24enni cala di 0,5 punti percentuali, cala anche il tasso di disoccupazione (-2,6 punti), a fronte di una crescita del tasso di inattività di 2,0 punti. Questo significa che non è stato ripristinato quel clima di fiducia nella ripartenza di cui parla tanto Renzi, soprattutto nella fascia di età 15-24 anni".
Mariastella Gelmini quindi conclude: "A questo punto non possiamo correre il rischio di scoprire che il c.d. 'effetto Jobs Act', potrebbe essere del tutto vanificato, se non venisse confermato lo sgravio contributivo nella prossima legge di stabilità. Continuiamo a sostenere una visione liberale di un mercato del lavoro in cui sia lasciata all'autonomia delle imprese la possibilità di scegliere la migliore modalità di organizzare il rapporto di lavoro, secondo le reciproche esigenze. Ma riteniamo che sia necessario prevedere anche nella prossima manovra finanziaria il bonus assunzionale per le assunzioni del 2016. Diversamente, correremmo il rischio di non sostenere nemmeno il trend che si è attivato nel mercato del lavoro negli ultimi mesi."

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