le notizie che fanno testo, dal 2010

Gelmini: "insegnanti italiani pagati pochissimo perché sono troppi"

La Gelmini da Fabio Fazio puntualizza il suo pensiero sulla scuola, sugli insegnanti e sulle manifestazioni. Intervista che scatenerà nuove polemiche, anche se le parole del governo, come quelle di Berlusconi sulla scuola pubblica, continuano ad essere "travisate" dalla piazza.

Il Ministro Gelmini è stata ospite da Fabio Fazio alla trasmissione "Che tempo che fa". Durante la lunga intervista il ministro ha avuto modo di dire che "Gli insegnanti italiani sono pagati pochissimo perché sono troppi ed abbiamo più insegnanti rispetto al fabbisogno" (http://is.gd/ZaYwgt). Questo per molti ha significato che la linea del governo continua ad essere quella dei tagli alla scuola pubblica, visto che gli insegnanti continuano ad essere "troppi". Molti infatti da questa dichiarazioni non hanno compreso "troppi" rispetto a che cosa, ad esempio "troppi" in assoluto, oppure rispetto al numero degli studenti, oppure confrontato alla cultura media degli scolari, eccetera. Altri non hanno capito dove sono "troppi", cioé in quale ordine e grado. Insomma una dichiarazione, come d'altro canto tutta l'intervista, che continuerà a far discutere il mondo della scuola che, a giudicare dalle piazze, non si sente rappresentato dal ministro Gelmini. Il ministro Gelmini inoltre rispedisce al mittente la "causa" per cui si è organizzata la recente manifestazione in sostegno della scuola pubblica e della costituzione, il C-Day: "è una manifestazione assolutamente legittima ma che nasce su un presupposto sbagliato, cioé l'idea che il governo abbia attaccato la scuola pubblica e che in particolare lo abbia fatto il presidente del Consiglio". Difatti per la Gelmini "Così non è, era nato un equivoco sulla base di alcune dichiarazioni del presidente Berlusconi, poi ulteriormente chiarito ammesso che ce ne fosse bisogno".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE:

più informazioni su:
# Che tempo che fa# Fabio Fazio# governo# scuola