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Omicidio Marco Vannini: inizia il processo. Ok riprese in Aula

Si è aperto questa mattina davanti alla prima Corte d'assise di Roma il processo per la morte di Marco Vannini, il 21enne di Cerveteri ucciso da un colpo di pistola mentre si trovava nella casa della fidanzata a Ladispoli. Non era presenti in Aula Antonio Ciontoli, la moglie Maria Pezzillo e i figli Federico e Martina, quest'ultima findanzata di Marco Vannini e tutti accusati di concorso in omicidio volontario. Assente anche Viola Giorgini, fidanzata di Federico, accusata di omissione di soccorso. Tutti e cinque sono difesi dallo stesso avvocato.

Si è aperto questa mattina davanti alla prima Corte d'Assise di Roma il processo per la morte di Marco Vannini, il 21enne di Cerveteri ucciso da un colpo di pistola mentre si trovava nella casa della fidanzata a Ladispoli. Secondo la Procura di Civitavecchia, a sparare con la Beretta calibro 9 fu Antonio Ciontoli, sottufficiale della Marina Militare nonché padre della fidanzata della vittima, Martina. Oltre ad Antonio Ciontoli, però, sotto processo sono anche Martina, la moglie Maria Pezzillo ed il figlio Federico, tutti con l'accusa di concorso in omicidio volontario, reato sorretto dal dolo eventuale. La fidanzata di Federico, Viola Giorgini, dovrà invece rispondere di omissione di soccorso.

Quella sera del 17 maggio 2015, quando Marco Vannini venne ucciso, in casa infatti c'erano tutti e tutti coprirono quanto era successo, secondo gli inquirenti. Marco Vannini fu raggiunto da un colpo di pistola alla spalla destra, ed il proiettile attraversò il polmone arrivando al cuore. Ma se i soccorsi fossero stati chiamati in tempo il 21enne molto probabilmente si sarebbe salvato, come certificano le perizie della procura e di parte civile. Dalla villetta situata in via De Gasperi partirono due telefonate al 118 ma nel corso di entrambe i Ciontoli non avvertirono mai i sanitari che qualcuno aveva sparato a Marco Vannini. Agli operatori invece parlarono solo di una ferita fatta con la punta di un pettine.

Durante questa prima udienza c'è stata l'acquisizione delle consulenze medico-legali e balistiche. Il pubblico ministero Alessandra D'Amore ha quindi annunciato il deposito delle chiamate fatte al 118 la sera della tragedia e della relativa documentazione medica al Pronto soccorso. Agli atti ci saranno poi un paio di telefonate e l'intercettazione ambientale fatta nella caserma di Civitavecchia il 18 maggio del 2015, quando la famiglia Ciontoli doveva essere ascoltati come indagati. Nel corso dell'udienza l'avvocato Franco Coppi, legale della famiglia Vannini, ha chiesto di ridimensionare le liste dei testimoni. La Corte si è riservata di decidere in merito ed ha aggiornato il processo al 18 luglio, non prima di aver autorizzato le riprese televisive in aula con l'unico vincolo di non riprendere in volto le persone imputate o chi ne farà richiesta. Nel corso della prossima udienza verranno ascoltati i primi testimoni, cioè i poliziotti e gli infermieri intervenuti la sera del 17 maggio 2015.

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