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Trattativa Stato-Mafia, Marcello Dell'Utri indagato: "allucinante"

Marcello Dell'Utri sarebbe indagato dalla Procura di Palermo nell'inchiesta sulla cosiddetta trattativa tra Stato e mafia. A parlare del senatore del Pdl alcuni pentiti e Massimo Ciancimino. Dell'Utri trova l'accusa "allucinante".

Sarebbe indagato già da un anno, ma la conferma, da fonti giudiziarie, arriva solo ora. Il senatore per il Popolo della Libertà Marcello Dell'Utri, già condannato in Appello a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, sarebbe indagato dalla Procura di Palermo nell'inchiesta sulla cosiddetta trattativa tra Stato e mafia. L'accusa che viene rivolta a Dell'Utri sarebbe violenza o minaccia a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario. L'inchiesta tende a dimostrare che ci sarebbe stata una trattativa tra Stato e mafia per fare cessare le stragi mafiose, e coinvolti nell'indagine, oltre ai boss Totò Riina, Bernardo Provenzano e Antonino Cinà, "il generale dei carabinieri Mario Mori, il suo ex braccio destro al Ros, Giuseppe De Donno e Angelo A., un ufficiale dei carabinieri che, pur avendo messo le mani sul 'papello' durante la perquisizione della cassaforte nella casa di Massimo Ciancimino non l'avrebbe sequestrato" (Il Fatto Quotidiano - http://is.gd/E36x2R), oltre ad alcuni esponenti dei Servizi segreti e Massimo Ciancimino, il primo, pare, a tirare in ballo Dell'Ultri nell'inchiesta. Ciancimino jr avrebbe raccontato che il padre, l'ex sindaco di Palermo "don Vito", gli aveva confidato che sarebbe stato proprio Marcello Dell'Utri a sostituirlo alla guida della trattativa che fino al 1992 sarebbe stata portata avanti dallo stesso Vito Ciancimino. Inoltre, sembra che anche il pentito Stefano Lo Verso abbia riferito di aver saputo da Bernardo Provenzano che Marcello Dell'Utri si sarebbe offerto di diventare il garante politico di Cosa nostra. In cambio, Provenzano, sempre secondo il racconto di Lo Verso, avrebbe promesso il sostegno elettorale dei boss al partito (Forza Italia) di Silvio Berlusconi, di cui Dell'Utri è tra i fondatori. Infine, pare che anche Giovanni Brusca, l'uomo che premette il tasto del radiocomando che fece esplodere il tritolo piazzato sotto l'autostrada dove passò Giovanni Falcone con la moglie e la sua scorta, uccidendoli, parli di Dell'Ultri in merito all'indagine sulla trattativa tra Stato e mafia. Marcello Dell'Utri commenta la notizia trovandola "allucinante". "Io indagato per la trattativa tra lo Stato e Cosa nostra? - continua Dell'Utri - La Procura di Palermo ha fatto una grande insalata russa, per quanto mi riguarda i magistati stanno pestando l'acqua nel mortaio". Anche in merito alle presunte dichiarazioni dei pentiti e di Massimo Ciancimino, il senatore del Pdl afferma che sono "assurdità". "E' una cosa inesistente solo a pensarla. Tutta questa vicenda è veramente allucinante" conclude Dell'Utri, mentre il suo legale Giuseppe Di Peri spiega che quella rivolta al suo assistito è una accusa "apodittica, inverosimile, che non sta né in cielo né in terra", perché "un coinvolgimento del senatore peraltro è smentito anche dai giudici della Corte di appello di Palermo che Dell'Utri hanno condannato ma consacrando la condotta criminosa fino al 1992 e dunque escludendo il periodo successivo, quello delle stragi". Sembra che nell'inchiesta sulla trattativa tra Stato e mafia siano entrate anche le dichiarazioni di Gaspare Spatuzza, a cui il boss Giuseppe Graviano avrebbe detto che "grazie al paesano (Dell'Utri n.d.r.) e a Berlusconi la mafia aveva il Paese nelle mani"

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