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Luca Varani: Marc Prato respinge il concorso in omicidio e chiede domiciliari

Davanti al Tribunale del Riesame l'avvocato di Marc Prato chiede i domiciliari per il suo assistito perché a suo giudizio "l'ipotesi di concorso nell'omicidio di Luca Varani è una tesi che non regge" visto che è stato Manuel Foffo "a dichiarare ai magistrati di avere inferto i colpi mortali". L'avvocato dichiara inoltre che Marc Prato aveva invitato Luca Varani in via Igino Giordani solo "per sesso e droga in cambio di 150 euro".

Nonostante alcuni amici di Luca Varani abbiano dichiarato, davanti alle telecamere di Chi l'ha visto?, che il ragazzo era con loro nella notte tra venerdì 4 e sabato 5 marzo, l'autopsia sembra aver confermato già da tempo che il 23enne è stato ucciso la mattina del 4 marzo. Solo la sera di sabato, però, Manuel Foffo si costituisce mentre Marc Prato verrà salvato da un presunto suicidio. Proprio perché sono trascorse più di 24 ore dall'omicidio alla confessione, la Procura cerca di capire se una terza persona possa aver aiutato Manuel Foffo e Marc Prato a ripulire la scena del delitto. Dettagli che potrebbero emergere dall'analisi dei tabulati telefonici riconducibili al cellulare di Marc Prato depositati dagli inquirenti presso il Tribunale del Riesame di Roma. Stando ai tabulati del cellulare, Marc Prato avrebbe avuto ripetuti contatti con Luca Varani per indurre il ragazzo ad andare nell'appartamento di via Igino Giordani.

Nonostante questo, durante l'udienza di oggi davanti al Riesame, l'avvocato Pasquale Bartolo, difensore di Marc Prato, chiede per il suo assistito gli arresti domiciliari perché, sostiene, "l'ipotesi di concorso nell'omicidio è una tesi che non regge" perché il pr "si è limitato a contattare Luca Varani invitandolo a raggiungerlo in quella casa per sesso e droga in cambio di 150 euro". Al pm Francesco Scavo, che deposita anche una ricostruzione degli spostamenti fatti in auto da Manuel Foffo e Marc Prato compiuti la notte tra giovedì 3 marzo ed venerdì 4 marzo, il legale di Marc Prato ribatte inoltre che "quella notte i due ragazzi erano alla ricerca di qualcuno a cui fare male e non certo da uccidere" ricordando infine che è stato Manuel Foffo "a dichiarare ai magistrati di avere inferto i colpi mortali". In tal modo, è il ragionamento dell'avvocato Bartolo, Manuel Foffo scagiona di fatto Marc Prato che, stando all'unico interrogatorio a cui si è finora sottoposto, avrebbe solamente tentato di infierire su Luca Varani quando era "in fin di vita" perché "sarebbe stato meglio aiutare Manuel a portare a termine la sua azione omicida per evitare che soffrisse ancora".

A questa versione non crede però il pm Scavo che non solo ha insistito per il mantenimento della custodia cautelare in carcere ma continua a contestare a Marc Prato la premeditazione nonostante il gip abbia fatto cadere tale aggravante, anche se teoricamente solo a causa delle "importanti divergenze" nei racconti fatti dai due. Per questo motivo Marc Prato si è avvalso della facoltà di non rispondere anche al secondo interrogatorio, in programma ieri. Il Tribunale del Riesame di Roma si è comunque riservato di decidere in merito alla richiesta di scarcerazione di Marc Prato.

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