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Mara Carfagna: dopo post Beppe Grillo "esposta alla lapidazione on line"

Mara Carfagna pubblica sul suo blog un post inerente la vicenda delle "autorizzazioni" Mediaset, sollevata dal senatore M5S Giarrusso. Beppe Grillo, denuncia la Carfagna, invece di rispondere "come si fa in una normale dialettica tra avversari politici, ha innescato un meccanismo di violenza perché mi ha esposto al ludibrio della rete" e l'avrebbe "esposta alla lapidazione on line. Sono iniziati a fiorire insulti di una volgarità inaudita. E poi minacce".

Mara Carfagna ha denunciato oggi di essere stata "minacciata" su Facebook e Twitter. La vicenda nasce dopo quanto successo giovedì scorso in Giunta per le elezioni e le immunità. Come racconta Mario Michele Giarrusso del MoVimento 5 Stelle, in Giunta il senatore Casson del Pd avrebbe richiesto "di acquisire le concessioni e/o le autorizzazioni di Mediaset" mentre il senatore del Pdl Caliendo avrebbe "affermato che non esistevano". Su Facebook Giarrusso continua: "Al che Casson (da magistrato) ha proposto l'invio della Guardia di Finanza presso la sede di Mediaset specificando che 'sicuramente le avrebbero trovate'. Io ho quindi osservato che se non le avessero trovate davvero (cosa poco verosimile) allora Mediaset sarebbe stata fuorilegge con tutte le conseguenze del caso per chi esercita una attività senza le prescritte autorizzazioni". Al termine della riunione della Giunta, che doveva discutere l'ineleggibilità di Silvio Berlusconi, Giarrusso avrebbe quindi affermato ai cronisti: "Se Mediaset non ci mostra le concessioni tv, allora vuol dire che è abusiva e noi ci rivolgeremo direttamente alla Guardia di finanza per chiedere che venga oscurata". A stretto giro, però, gli risponde Caliendo sottolineando: "Giarrusso non sa di cosa parla. In Italia non ci sono concessioni ma solo un'autorizzazione generale".

Anche Mediaset replica a Giarrusso in una nota, precisando "che l'istituto della 'concessione' nel settore televisivo non esiste più dal luglio 2012, data in cui tutto il sistema ha abbandonato la tecnica analogica ed è passato alla tecnica digitale - aggiungendo - Le trasmissioni digitali hanno luogo in base ad 'autorizzazione generale' e ai 'diritti d'uso' sulle radiofrequenze, secondo la normativa europea che ha vietato il rilascio di titoli individuali, quali le 'concessioni', nel settore delle comunicazioni elettroniche come la tv o le telecomunicazioni. Il gruppo Mediaset possiede sia l' 'autorizzazione generale' accordata nel 2008 quale operatore di rete, sia i 'diritti d'uso' sulle radiofrequenze rilasciati nel giugno 2012". Su Facebook il senatore del MoVimento 5 Stelle insiste: "Siccome le 'autorizzazioni generali' vengono rilasciate, in questo caso, da una pubblica amministrazione, si tratta di autorizzazioni amministrative. Si tratta quindi proprio di quegli atti di cui parla l'art.10 del d.p.r. 361/1957, quando specifica che non sono eleggibili i titolari di '...autorizzazioni amministrative di notevole entità economica...' ".

Nel frattempo, Mara Carfagna sul suo blog scrive il post: "Il sonno della ragione a 5 stelle produce mostri" dove fa notare: "In gioco non c'è solo il futuro del più importante imprenditore italiano ma, soprattutto, quello delle sue aziende, cioè delle centinaia di migliaia di donne e uomini che quotidianamente offrono le loro competenze e professionalità per garantire un prodotto di indiscussa qualità. - e si domanda - Chi restituirà a queste persone un lavoro stabile e sicuro se l'auspicio del senatore pentastellato dovesse avverarsi? Forse Grillo o Casaleggio?". Sul blog di Beppe Grillo appare quindi il post "Il sonno della politica genera la Carfagna" dove viene riprodotta la nota della parlamentare Pdl e che avrebbe "innescato un meccanismo di violenza perché mi ha esposto al ludibrio della rete con una frase che faceva il verso alla mia" afferma Mara Carfagna in una intervista di Salvatore Dama per Libero Quotidiano. Beppe Grillo con quel suo post avrebbe esposto Mara Carfagna "alla lapidazione on line. - prosegue l'ex ministro - Sono iniziati a fiorire insulti di una volgarità inaudita. E poi minacce...", del tipo "ti veniamo a prendere a casa". Per Mara Carfagna "Grillo è nervoso. Il Movimento 5 Stelle è in caduta libera nei sondaggi e questo è il suo modo di rispondere al calo dei consensi. Ma non si può pensare di fare politica così, inveendo e insultando - concludendo - Se avesse un minimo di decenza o un'idea civile del confronto politico avrebbe quantomeno preso le distanze da chi mi ha minacciato. Forse è proprio lui, Beppe Grillo, che vuole imbracciare il fucile...".

Ad esternare solidarietà a Mara Carfagna è invece, tra tanti altri, anche Laura Boldrini che su Twitter sottolinea: "Chi usa il web per minacciare snatura la rete e la sua libertà". Anche la Carfagna nel corso dell'intervista chiarisce: "Non si può più pensare che internet sia una giungla dove ci sono codardi che ti insultano e poi si vanno a nascondere dietro quel paravento chiamato 'popolo della rete' ".

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