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Omicidio Luca Varani, parla Foffo: Prato mi ha istigato e plagiato e vi spiego perché

Nell'ultimo interrogatorio di Manuel Foffo emerge quella "personalità malvagia e crudele" di Marc Prato descritta anche dai giudici del Riesame che hanno respinto la richiesta dei domiciliari per il pr romano. Agli inquirenti che indagano sull'omicidio di Luca Varani Manuel Foffo dice infatti: "Marc Prato mi ha istigato e plagiato e vi spiego perché".

"Sì, confermo che volevamo ucciderlo. Tutta la notte abbiamo parlato di questo" dichiara Manuel Foffo nell'ultimo lungo interrogatorio (9 ore) davanti al pm Francesco Scavo che indaga sull'omicidio di Luca Varani. Foffo ribadisce quindi non solo l'intento di voler uccidere "qualcuno" ma che al piano ha partecipato, e attivamente, anche Marc Prato, nonostante il pr nell'unico interrogatorio ha scaricato sul complice quasi tutte le responsabilità. "Io sono disposto a farmi l'ergastolo, ma anche Prato se lo deve fare. Mi ha istigato e plagiato e vi spiego perché" avrebbe detto agli inquirenti Manuel Foffo, che sostiene: "Nel delirio della droga ho assecondato la volontà e le devianze di Marc Prato".

Foffo afferma che è stato sempre Prato ad offrire a Luca Varani "il cocktail corretto", cioè a base di GHB (acido 4-idrossibutanoico), la droga dello stupro liquida e incolore. L'autopsia rivela infatti che nel sangue di Luca Varani ci sono dosi massicce della droga. Al 23enne è stata quindi somministrata una quantità che non serviva solo per stordirlo ma per renderlo praticamente inerte. Ed infatti poco dopo Luca Varani si sente male e comincia ad avere "conati di vomito". A quel punto, secondo la versione di Manuel Foffo, Marc Prato avrebbe detto, rivolto a Luca Varani: "Abbiamo deciso di ucciderti".

"Abbiamo preso coltello e martello. Abbiamo provato anche a strangolarlo. Ma non moriva. Avevo paura. - racconta Foffo - Non è vero che Prato mi ha solo guardato e baciato sulla testa mentre succedeva tutto. Marc mi accarezzava di sua iniziativa. Era con me, ha partecipato. Anzi, prima mi aveva plagiato e istigato". Manuel Foffo ribadisce quindi di essere diventato "una preda" di Marc Prato "da quando ha filmato un nostro contatto a Capodanno".

In questo interrogatorio rivive quindi quella "personalità malvagia e crudele" di Marc Prato descritta anche dai giudici del Riesame che hanno respinto la richiesta dei domiciliari per il pr romano. Per il Riesame infatti Marc Prato è un "manipolatore" e i giudici motivano la decisione di lasciarlo in carcere perché l'omicidio di Luca Varani "non è avvenuto in modo improvviso e non ripetibile ma è frutto di una condotta che dura da mesi ed è diretta ad agire, anche con violenza, sulle persone che adesca".

Tra le testimonianze contro il pr anche quella di Giorgia Lorenzin, amica di Prato, che rivela infatti: "Marc si vantava di riuscire a conquistare ragazzi etero e convincerli a fare sesso con alcol e droga. - ed avrebbe aggiunto - E' capace di crudeltà psicologiche, è un manipolatore". Inoltre, non sta in piedi nemmeno il tentato suicidio di Marc Prato visto che, sottolinea sempre il Riesame, i medici del Pronto soccorso che l'hanno soccorso il giorno dopo il delitto di via Igino Giordani non solo non hanno dovuto fare alcuna lavanda gastrica al pr ma non avrebbero neanche evidenziato alcun "orientamento depressivo o sentimento di autoaccusa".

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