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Made in Italy, Rampelli: Renzi non ha coraggio di intervenire sul WTO

L'Aula della Camera ha oggi votato diverse mozioni per la tutela del Made in Italy, respingendo quella a firma di Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale, che denuncia: "Il presidente Renzi che guida il semestre europeo non ha il coraggio d'intervenire sull'Organizzazione mondiale del commercio (WTO) a tutela dei marchi di origine dei singoli paesi, e di conseguenza del Made in Italy".

L'Aula della Camera ha oggi approvato le mozioni Bergamini, Fratoianni nel testo riformulato, Fantinati, Fitzgerald Nissoli nel testo riformulato, Dorina Bianchi nel testo riformulato, Senaldi nel testo riformulato, Allasia nel testo riformulato e ha respinto la mozione Rampelli, iniziative per la tutela del Made in Italy. Ovviamente, le reazioni sono state contrastanti.

Deborah Bergamini, deputata e responsabile della comunicazione di Forza Italia, si dice "particolarmente soddisfatta" per l’approvazione della sua mozione sul Made in Italy, poiché "impegna il governo nell’ambito del semestre italiano di presidenza UE, a far approvare il regolamento sulla sicurezza dei prodotti non alimentari, che prevede disposizioni sul ’made in’ e che è stato finora bloccato dall’opposizione dei Paesi del Nord Europa". Bergamini prosegue: "Altro impegno è quello a sviluppare una lotta più dura ai fenomeni di contraffazione in campo alimentare ed extralimentare, innanzitutto attraverso una più dettagliata etichettatura. - aggiungendo - Questi temi, che possono sembrare meramente tecnici, hanno ricadute importanti sulla nostra economia, perché la contraffazione è un vero e proprio furto che vale alcuni miliardi di euro l’anno. A farne le spese sono i consumatori, che utilizzano merci scadenti e spesso nocive, gli imprenditori e i lavoratori italiani e il fisco. A trarne benefici, invece, è la criminalità organizzata".

"I numeri della contraffazione e della pirateria commerciale impongono l’urgenza di un intervento" ammette anche Angelo Senaldi, deputato del PD e componente della commissione Attività produttive alla Camera, sottolineando che "queste disfunzioni del sistema economico italiano abbiano determinato una perdita di almeno 40.000 posti di lavoro negli ultimi 10 anni, con un mancato introito fiscale pari all’8 % del gettito Irpef e al 21% del gettito Iva" senza contare che solo "nello scorso anno, in Italia, sono stati sequestrati oltre 130 mila prodotti contraffatti o pericolosi per la salute, con una crescita superiore al 25 % rispetto al 2012". Senaldi assicura quindi che il PD vigilerà "affinché vengano rispettati tutti gli impegni presi a tutela del comparto agroalimentare e manifatturiero contenuti nella mozione approvata oggi".

Critico invece Fabio Rampelli anche perché il governo aveva subordinato il proprio parere favorevole a una nuova riformulazione della mozione a firma del capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, in cui si chiedeva di espungere l’impegno "sul marchio obbligatorio di origine in ambito europeo, che garantisca la tutela dei prodotti italiani dai fenomeni di contraffazione ed imitazione" e "ad adoperarsi, in ambito sovraeuropeo e con particolare riferimento all'Organizzazione mondiale del commercio, affinché siano adottate politiche e procedure volte a tutelare i marchi di origine dei prodotti commerciali dei singoli Paesi, al fine di tutelare sia l'identità dei marchi, sia la conseguente qualità dei prodotti offerti ai consumatori". La mozione Rampelli è stata infatti respinta, con il deputato di FdIAn che attacca: "Se il presidente Renzi che guida il semestre europeo non ha il coraggio d’intervenire sull’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) a tutela dei marchi di origine dei singoli paesi, e di conseguenza del Made in Italy, significa che del Made in Italy a Renzi non interessa niente". Rampelli prosegue: "E’ evidente che questo governo non ha alcuna capacità di negoziare né tantomeno di condizionare le istituzioni internazionali che stanno distruggendo l’eccellenza italiana. - aggiungendo - La questione del Made in Italy dipende anche dalla volontà di bloccare alla frontiera quei prodotti che, realizzati con la concorrenza sleale, sfruttando bambini e donne, non rispettando le convenzioni internazionali per preservare l'ecosistema, hanno visto irrisori e uccidono la produzione italiana".

Massimo Corsaro, deputata di Fratelli d'Italia, prima delle votazioni delle mozioni chiarisce: "Abbiamo detto no alla riformulazione del governo perché non accettiamo che l’esecutivo si rifiuti d’intervenire sull’Organizzazione Mondiale del Commercio per tutelare i marchi dei Paesi d’origine, la qualità dei prodotti destinati ai consumatori. - aggiungendo - Questo disimpegno di Renzi e del suo governo in difesa del Made in Italy la dice lunga sull’interesse nei confronti dei nostri prodotti di eccellenza". Infine, Corsaro denuncia: "Le continue riformulazioni da parte dell’esecutivo degli atti d’indirizzo dimostra scarso rispetto delle decisioni dell’aula e delle posizioni dei deputati. Mai come oggi il governo ha riscritto riga per riga le mozioni presentate. - e conclude - Se le mozioni devono diventare uno strumento attraverso cui il governo parla a se stesso, a questo punto economizziamo i tempi e aboliamole".

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