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Censis: 11 milioni di italiani senza cure. Demolire il SSN è il piano di renzi, dice M5S

"Le conseguenze dei continui tagli inflitti alla sanità oggi sono stati evidenziati dalla ricerca Censis-Rbm. Un dato, da solo, spiega tutto: nell'ultimo anno 11 milioni di italiani hanno rinunciato alle prestazioni sanitarie a causa delle difficoltà economiche. Il governo sta mettendo il coltello alla gola dei cittadini" commentano in una nota i deputati M5S in commissione Affari Sociali.

«La frana del nostro sistema sanitario si è già trasformata in una valanga e ad essere responsabili, intenzionalmente, di questa demolizione sono il ministro della Salute e tutto il governo. Le conseguenze dei continui tagli inflitti alla sanità oggi sono stati evidenziati dalla ricerca Censis - Rbm. Un dato, da solo, spiega tutto: nell'ultimo anno 11 milioni di italiani hanno rinunciato alle prestazioni sanitarie a causa delle difficoltà economiche. Il governo sta mettendo il coltello alla gola dei cittadini ai quali dice 'noi in sanità non investiamo più, se puoi e vuoi curarti, vai dal privato, altrimenti non ne rispondiamo più» denunciano in una nota i deputati M5S in commissione Affari Sociali.
«Tra i dati messi in evidenza dalla ricerca ricerca Censis-Rbm ci sono anche quelli relativi alla spesa sanitaria privata che, ovviamente, è salita del 3,2% - soprattutto a causa delle lunghe liste di attesa - e il lievitamento del prezzo dei ticket, cresciuti al punto che ormai il 45% degli italiani ha pagato tariffe nel privato uguali o di poco superiori rispetto al pubblico» osservano.
«Il piano che Matteo Renzi e Beatrice Lorenzin stanno mettendo in atto, mandare i cittadini dritti dritti tra le braccia del privato, non finisce qui: sono in arrivo 3,5 miliardi di tagli nel 2017 e 5 miliardi nel 2018, quando la spesa sanitaria scenderà al 6,6% del PIL: la media più bassa dei Paesi Ocse. - chiariscono infine i pentastellati - Quello che, invece, va fatto per fermare questa valanga noi lo sappiamo bene ed è del tutto evidente: per prima cosa il finanziamento del SSN deve tornare a salire e nel 2019 deve essere riportato almeno al 7% del PIL. Inoltre, il Ministero della Salute deve finalmente pubblicare i nuovi LEA e attuare la revisione della governance farmaceutica, mentre il governo deve da un lato investire realmente in prevenzione, per ridisegnare il Ssn, e dall'altro deve e rispettare le scadenze previste in Legge di stabilità, a partire dal piano di assunzione del personale e dallo sblocco del turn over».

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