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Sulla Luna c'è un telescopio robotico cinese arrivato con un coniglio

I cinesi a sorpresa hanno comunicato con un articolo scientifico che da circa due anni scrutano il cielo dalla superficie lunare con un telescopio robotico ad ultravioletti. Grande sorpresa della comunità scientifica che pensava che sulla Luna i comunisti avessero inviato solamente un coniglio di giada.

La Cina è sempre più vicina, almeno alla conquista dello Spazio. Anche se molti lo dimenticano il gigantesco Paese comunista (anche questo particolare politico è spesso omesso) ha posato almeno due oggetti tecnologici sulla Luna negli scorsi anni. Uno è il rover "Coniglio di Giada" (Yutu) spirato con un commovente messaggio d'addio, degno di un Nexus 6 (per i posteri: "La temperatura è scesa così in fretta... vi rivelo un segreto, non mi sento triste. Ero solo nella mia avventura, e come ogni eroe ho incontrato un piccolo problema. Buonanotte, umanità"). L'altro è la "madre" del rover (ovvero il lander che ha portato Yutu sulla Luna) che invece ancora esplora il nostro satellite, anzi per la precisione, ne scruta il cielo stellato. E' infatti notizia di questi giorni che i compagni cinesi, a bordo del lander Chang'e 3 non avevano tirato fuori dal cappello (cioè il lander) solo un coniglio di giada ma anche un telescopio robotico ad ultravioletti. Insomma una cosetta cinese che sulla superficie lunare non si era mai vista (almeno nella sua versione robotica, l'Apollo 16 pare ne avesse uno "manuale").

Il titolo del resoconto scientifico intitolato "18-Months Operation of Lunar-based Ultraviolet Telescope: A Highly Stable Photometric Performance" ha fatto impallidire più di un ricercatore yankee soprattutto per i 18 mesi di permanenza lunare. Il LUT che questa volta non vuol dire "goccia di stella nella neve" ma è il frutto di un acronimo americanissimo (LUT = "Lunar-based Ultraviolet Telescope") è il primo "telescopio robotico lunare" come ci tengono a sottolineare i cinesi che dimostra come uno strumento così delicato possa sopravvivere per un lungo periodo di tempo immerso nella polverosa atmosfera del nostro satellite. Gli scienziati comunisti hanno escogitato un sistema di grande saggezza per proteggere l'apparecchio dalla selenitica polvere che può rovinare specchi e circuiti: durante l'alba e il tramonto, periodi lunari in cui la polvere è più pericolosa, il telescopio robotico si ritira nel lander, per poi uscire, come una lumaca lunare, nelle ore più favorevoli.

Grazie a questo trucco cinese il telescopio ad ultravioletti ha sorpassato l'anno fissato per la sua missione realizzando ben 2.000 ore di osservazione, in cui ha monitorato, tra le altre cose, 40 stelle, e fotografato la Galassia Girandola, (21 milioni di anni luce di distanza), immagine che sta facendo il giro del mondo (sembra una foto in bianco e nero inviata con un fax con poco toner, ma è l'aspetto scientifico che importa). Il team cinese, ovviamente molto contento della performance del suo telescopio sta pianificando un altro anno di osservazione con il LUT. Con buona pace degli USA che è dagli anni d'oro della missione Apollo che non toccano la regolite. Sempre che i russi con un loro nuovo sputnik non scoprano solo orme di coniglio sull'eluvium del Mare Tranquillitatis.

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