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Neil Armstrong la Luna e Papa Montini: "sovrumana e storica avventura"

Neil Armstrong e Papa Paolo VI, una storia di stima e di gaudio. Papa Montini invia un messaggio storico agli astronauti e a tutti quelli che si sono "in qualche modo impegnati" nella storica missione che ha portato l'uomo sulla Luna.

Neil Armstrong è morto a 82 anni per delle complicazioni post operatorie. Il primo uomo che ha messo piede sulla Luna aveva infatti subito, come ha spiegato la famiglia, un by-pass coronarico agli inizi di agosto a cui, purtroppo, non è sopravvissuto. Neil Armstrong è morto ma la testimonianza audio/video originale del primo allunaggio è irrimediabilmente perduta . Colpa della NASA e delle sue politiche di budget che le "imposero" di "sovrascrivere" le bobine del "master" della storica trasmissione Luna-Terra che, in definizione molto degradata, fu diffusa via broadcast in tutte le case del mondo. Davanti alla tv, in quei fatali giorni, l'umanità era quindi presa dal "trauma della novità e della meraviglia" come lo definì nell'Udienza Generale di mercoledì 23 luglio 1969 Papa Paolo VI. Proprio a Papa Montini e alla conquista della Luna è dedicato un articolo di Radio Vaticana dove si ricorda l'entusiasmo di Paolo VI verso la missione Apollo 11 ed i suoi astronauti, "uomini ai quali (...) dedicò ripetute benedizioni e attestati di ammirazione", come si legge nell'articolo. Nel servizio, oltre ad una intervista ad Umberto Guidoni sulla figura di Neil Armstrong (Guidoni è stato il primo astronauta europeo a visitare la Stazione Spaziale Internazionale), si riportano le parole di Papa Montini dopo aver seguito, la notte del 21 luglio, dalla Specola Vaticana (l'Osservatorio astronomico di Castel Gandolfo) lo spettacolo dell'allunaggio: "Gloria a Dio! E onore a voi, uomini artefici della grande impresa spaziale! Onore agli uomini responsabili, agli studiosi, agli ideatori, agli organizzatori, agli operatori! Onore a tutti coloro che hanno reso possibile l'audacissimo volo! A voi tutti onore, che vi siete in qualche modo impegnati! Onore a voi, che, seduti dietro i vostri prodigiosi apparecchi, governate, a voi, che notificate al mondo l'opera e l'ora, la quale allarga alle profondità celesti il dominio sapiente e audace dell'uomo. Onore, saluto e benedizione!" (Messaggio di Paolo VI ai cosmonauti, 21 luglio 1969). Ma Papa Montini mette in guardia, tre giorni dopo, all'Udienza Generale del mercoledì dalla "superficialità (che) è una abitudine di moda". Papa Paolo VI "inquadra" bene l'allunaggio e le mirabolanti conquiste dell'uomo: "Il bisogno di Dio è insito nella natura umana, e quanto più essa progredisce tanto più essa avverte, fino al tormento, fino a certa drammatica esperienza, il bisogno di Dio. Ovvero quella che, tanto per intenderci, potremmo dire la tendenza cosmica: chi studia, chi cerca, chi pensa non può sottrarsi ad una obiettiva onnipresenza di Dio, antica verità, che il Libro sacro sempre ci ripete: 'Dove andrò io lungi dal Tuo spirito (o Signore), e dove fuggirò io dalla Tua faccia?' (Ps 138, 7). Impossibile sottrarsi da questa presenza, di cui la materia, la natura è, per chi lo sa comprendere, un libro di lettura spirituale: 'In Lui (cioè in Dio, dice san Paolo) noi viviamo, ci muoviamo, ed esistiamo' (Act 17, 28). Il Dio ignoto è sempre lì; ogni studio delle cose è come un contatto con un velo dietro il quale si avverte un'infinita palpitante Presenza". Paolo VI avrà poi modo di incontrare Neil Armstrong, Edwin Aldrin e Michael Collins tre mesi più tardi, nell'Udienza del 16 ottobre 1969.

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