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Moon Express: inizia corsa all'oro su nostro satellite. Ora serve Trattato sulla Luna

Gli USA autorizzano la prima missione privata sulla Luna. La Moon Express del miliardario Naveen Jain invierà infatti entro 2017 una sonda spaziale che atterrerà sul suolo lunare alla ricerca di minerali da sfruttare. La corsa "all'oro" sul nostro satellite è iniziata. Diventa quindi più urgente un vero Trattato sulla Luna.

L'uomo torna sulla Luna, ma ancora una volta solo con una sonda. Dopo l'allunaggio del 1969 si ipotizzava che il primo passo per la conquista dello Spazio sarebbe passato da una base sulla Luna che avrebbe ospitato esseri umani. Invece, gli Stati Uniti così come le altre superpotenze dicono di aver perso interesse (oltre ai filmati originali dell'allunaggio) per il nostro satellite perché troppo inospitale, ma assicurano (le missioni costano ed i fondi tendono a scarseggiare) che da qui a qualche anno l'uomo metterà di nuovo piede in territorio extraterrestre, quello marziano però. Ecco perché c'è chi continua a dubitare che l'Apollo 11 sia mai atterrato sulla Luna.

Ma se i governi non vedono opportunità sulla Luna la pensano diversamente le imprese private, pronte a sfruttare il nostro satellite come è stato fatto con il suolo terrestre. La start-up americana Moon Express ha infatti ricevuto l'autorizzazione dal governo USA e della Federal Aviation Administration (FAA) di inviare sulla Luna un veicolo spaziale senza pilota, per una missione da eseguire a fine 2017.

Si tratta quindi della prima volta che un'impresa privata raggiungerà il satellite della Terra. La Federal Aviation Administration chiarisce comunque che tale permesso è valido solo per questa singola missione spaziale. In assenza di un quadro normativo specifico ogni altra missione privata, comprese le successive della Moon Express, dovranno chiedere una uguale valutazione.

La Moon Express è stata fondata nel 2010 dal miliardario Naveen Jain (chairman), da Bob Richards (Ceo) e Barney Pell (vice chairman e chief strategy officer), con sede ovviamente a Palo Alto. Dopo l'ok del governo americano alla missione lunare, la Moon Express ha tutte le carte per aggiudicarsi quindi il Google Lunar XPrize, un premio da 20 milioni di dollari che la multinazionale di Mountain View ha messo in palio per la prima società che riuscirà a mandare sistemi automatici sul nostro satellite.

La Luna quindi nel giro di pochi anni rischia di venire letteralmente lottizzata da imprese private che tenteranno di estrarre dal suo suolo, per puro profitto naturalmente, minerali preziosi che sulla Terra cominciano a scarseggiare. La corsa "all'oro" sul nostro satellite sta quindi per iniziare e per questo diventa sempre più urgente normare tali avventure (leggi business) spaziali.

Nel 1979 si era provato redigere un Trattato sulla Luna che vieta, oltre ad ogni uso militare dei corpi celesti, anche le esplorazioni e l'uso di satelliti e pianeti senza l'approvazione o il benestare degli altri Stati, sotto il principio del Patrimonio Comune dell'Umanità.

Lo stesso trattato vieta inoltre l'alterazione dell'ambiente dei corpi celesti e richiede che gli Stati prendano misure adatte ad evitare contaminazioni accidentali nonché impedisce ad ogni organizzazione o persona il possesso di qualsiasi proprietà extraterrestre, a meno che l'organizzazione non sia internazionale e governativa. Il Trattato sulla Luna però nel tempo è divenuto purtroppo carta straccia visto che non è stato firmato né tantomeno ratificato dalle principali potenze aerospaziali.

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