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Luna figlia della Terra. Nature conferma Genesi biblica di don Bortoluzzi

Pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature uno studio che avalla la teoria che la Luna è figlia della Terra, nata dalla collisione di Theia. Una teoria che in realtà si sposa perfettamente con le visioni di Don Guido Bortoluzzi sulla Genesi biblica.

La Luna è nata dalla Terra. E' in sostanza questa la conclusione dello studio pubblicato su Nature il 12 settembre dai ricercatori Kun Wang e Stein B. Jacobsen della Washington University a St. Louis.

Finora sono state molte le ipotesi sull'origine del nostro satellite. La prevalente finora è stata quella che, nei primi giorni di formazione dei pianeti, una roccia delle dimensioni di Marte chiamata Theia (dal nome della madre della Luna nel mito greco) collidendo con la neonata Terra ha portato alla nascita della Luna. In questo caso però la Luna, secondo alcuni modelli matematici, presenterebbe tra il 60 e l'80% del materiale di Theia.

Negli ultimi 15 anni invece gli scienziati hanno trovato sempre più prove del fatto che le rocce terrestri e lunari possiedono molti degli stessi isotopi chimici, e ciò vuol dire che sono molto più simili di quanto si pensava.

Attraverso un particolare tecnica che permette di analizzare gli isotopi di potassio nelle rocce lunari e terrestri con una precisione 10 volte maggiore rispetto al passato, Kun Wang e Stein B. Jacobsen hanno quindi analizzato parte del materiale raccolto durante le missioni Apollo 11, 12, 14 e 16. A questo punto hanno preso come riferimento due modelli sull'origine della Luna. Il primo (datato 2007) prevede un impatto a bassa energia che ha fuso parte della proto-Terra e completamente Theia, lanciando alcuni detriti nello Spazio. Il secondo modello (del 2015) ipotizza invece una collisione ad alta energia che ha vaporizzato non solo Theia ma anche la maggior parte della Terra, compreso il mantello terrestre (lo strato presente appena sopra il nucleo).

Dall'impatto si è formato un denso vapore nell'atmosfera che ha saturato uno spazio 500 volte più grande dell'attuale dimensione della Terra. Molto di questo materiale sarebbe poi ricaduto sul nostro pianeta mentre alcuni detriti avrebbero formato la Luna. Senza entrare nei dettagli tecnici, in base alla tecnica che analizza gli isotopi di potassio Wang e Jacobsen sono arrivati a concludere che l'ipotesi della collisione ad alta energia per la formazione della Luna è la più probabile perché l'atmosfera si sarebbe comportata come un "fluido supercritico", cioè quando le proprietà di un fluido sono in parte analoghe a quelle di un liquido (ad esempio la densità) ed in parte simili a quelle di un gas (ad esempio la viscosità). Le identiche composizioni isotopiche della Terra e della Luna possono infatti essere spiegate poiché, senza una netta separazione tra liquidi e gas, i detriti volati in questa particolare atmosfera dopo la collissione si sarebbero perfettamente mescolati.

La teoria dei due scienziati americani in realtà si sposa perfettamente con le visioni di Don Guido Bortoluzzi sulla Genesi biblica (per approfondimenti leggi "Papa Francesco sfida Darwin? DNA uomo rovinato. Come da rivelazioni di don Guido Bortoluzzi"). Nella rivelazione privata che Dio fece al sacerdote per chiarire "con argomenti scientifici, ma accessibili a tutti, i punti oscuri della Genesi" come sottolinea Renza Giacobbi, la curatrice degli appunti di don Bortoluzzi, si trova infatti proprio la spiegazione della formazione della Luna, che avvenne il "quarto giorno".

"La Terra tremò ed apparvero delle screpolature grandi sulla crosta rocciosa e fumo che ne usciva. (..) La Terra era esplosa nella parte ora occupata dall'Oceano Pacifico. La crosta terrestre, risucchiata dall'enorme buco formatosi agli antipodi del mio punto d'osservazione, si era rotta di qua, lungo la Dorsale Atlantica" si legge negli scritti del sacerdote.

"Al di sopra dello spesso nuvolone che proveniva da oriente si alzavano, più veloci del fumo nero che già proiettava ombra su tutto il globo, molti blocchi di pietra. (..) Il fiotto salì a varie altezze; (..) era composto da blocchi immensi, inimmaginabili di crosta terrestre. Parecchi di essi, quelli che salirono oltre il lato superiore del video (Bortoluzzi osservò la creazione della Terra come se fosse al cinema, ndr), non li vidi più ricomparire. Infatti quel materiale pietroso non ricadde sulla Terra" prosegue.

"È mia opinione che quei blocchi siano saliti oltre la zona di attrazione della Terra e, attraendosi tra loro, si siano accostati per formare la Luna, in modo da mostrare agli uomini una faccia bonaria. Era in programma, non per caso" spiega il sacerdote.

Bortoluzzi poi si sofferma ad analizzare "scientificamente" la visione appena ricevuta dal Padre: "Pensavo a quel fiotto fuoriuscente e alla Luna che non ha crosta, ma è formata da spezzoni di roccia non saldati e accostati fra loro con vuoti interni e, in superficie, da un manto con inghiottitoi di polvere che in tanti anni non si è ancora cementato per assenza di calore. - ed aggiunge - Solo i russi sono stati sinceri nel dire che il materiale della Luna è uguale a quello della Terra e che la sua densità è come quella delle rocce superficiali della Terra. Lo si poteva già intuire, visto che il suo movimento indica che la Terra è sua madre". Da evidenziare però che tale rivelazioni sulla Genesi sono iniziate nel 1968 e proseguite fino al 1974.

© riproduzione riservata | online: | update: 13/09/2016

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