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Addio Neil Armstrong: persi filmati originali allunaggio NASA

Neil Armstrong, il primo uomo sulla Luna, è morto a 82 anni. Ma le prove "originali" in relativa "alta definizione" non esistono più, e non perché perse, ma perché distrutte, ufficialmente per motivi di budget, dalla stessa NASA. Che ora lo piange con lacrime di inchiostro (simpatico).

Neil Armstrong, classe 1930, è stato il primo uomo a mettere piede sulla Luna il 21 luglio del 1969 con la missione Apollo 11. A 82 anni Neil Armstrong ha dato il suo definitivo addio alla Terra per passare a miglior vita, tra i lanci stampa e le "reti sociali" che lo compiangono. L'astronauta è morto per "complicanze post operatorie" dato che l'astronauta si era sottoposto ad un intervento di by-pass coronarico all'inizio di agosto. Neil Armstrong viene ricordato da Barack Obama come "tra i più grandi eroi degli Stati Uniti d'America", mentre Tito Stagno, il conduttore dell'"allunaggio" italiano lo compiange così: "Se ne va una parte della mia vita". Ma per i più giovani e per i posteri ecco che Neil Armstrong rimarrà scolpito nella storia e nella regolite per queste storiche parole: "un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l'umanità" ("That's one small step for a man, one giant leap for mankind"). Una frase che non sembra essere stata inventata lì per lì dall'astronauta, ma frutto di lunghe ricerche sociologiche e di "marketing", almeno secondo i soliti malpensanti, che non credono che la frase giusta al momento giusto debba per forza far parte del bagaglio personale di un astronauta. Ciò per cui tutti sono d'accordo è certamente il fatto che la missione Apollo 11 sia stata voluta, pensata, programmata ed ingegnerizzata fino all'ultimo particolare, dato che all'epoca gli Stati Uniti si giocavano semplicemente il "soft power" degli anni a venire, cioè quello che all'epoca si chiamava più rudemente "dominio mondiale". Eppure, oltre 40 anni dopo, c'è ancora qualcuno che non "è convinto" che Neil Armstrong sulla Luna ci sia davvero andato e che le bandiere a stelle e strisce sventolino (si fa per dire) fiere sul suolo selenita. La morte di Neil Armstrong è stata quindi l'occasione per rivangare l'antica "faida" tra "sbufalatori" e "complottisti" che riesumano Stanley Kubrick e le foto dei giornali d'antan. A questo punto, in onore di Neil Armstrong è importante però ricordare come la NASA abbia la responsabilità di aver risposto al suo "piccolo passo per un uomo" con quello che uno storico articolo del The Sidney Morning Herald il 5 agosto del 2006 (oltretutto in occasione del compleanno di Neil Armstrong) definiva "un errore gigantesco per l'umanità", ovvero "come la NASA ha perso i filmati dell'allunaggio". Da questo articolo partì infatti la lunga ricerca, infruttuosa, delle registrazioni "originali" dell'allunaggio ricevute dalle enormi antenne "tracking station" di Goldstone (California), Honeysuckle Creek e Parkes (Australia). Per farla breve e semplificare al massimo, dato che in rete c'è tutto il materiale per informarsi, le trasmissioni inviate dall'Apollo 11 alle tre antenne della NASA erano in una definizione molto alta relativamente a quelle "ritrasmesse" nelle case di tutto il mondo. Le immagini andate via broadcast infatti, erano riprese tramite kinescope dalla sorgente "originale", registrata poi dalla NASA in bobine da 15 minuti, insieme alle telemetrie. Ebbene le bobine delle telemetrie e dei filmati originali sono stati "sovrascritti" dalla stessa NASA per motivi di budget come lo stesso ente americano ha ammesso il 16 luglio 2009, chiudendo così la faccenda degli "Apollo 11 missing tapes". Ernest Kattens ha paragonato l'azione della NASA con un esempio: "sarebbe come se le pagine della Costituzione degli Stati Uniti d'America fossero state riciclate come carta per involgere il pesce, in nome del riciclo". Perché spesso i "giganteschi" passi dell'umanità sono uno avanti e due indietro.

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