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Why Not, Luigi de Magistris ribadisce: non mi dimetto. Grasso: è inevitabile

Luigi de Magistris, è stato condannato a 15 mesi per abuso d'ufficio per la vicenda delle intercettazioni illegali nell'inchiesta "Why Not". Luigi de Magistris, anche di fronte al Consiglio Comunale, ribadisce l'intenzioni di non dimettersi da sindaco di Napoli. Pietro Grasso chiarisce: La legge Severino è una legge che va applicata, penso sia inevitabile".

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, è stato condannato a 15 mesi per abuso d'ufficio per la vicenda delle intercettazioni illegali nell'inchiesta "Why Not". All'epoca dell'inchiesta Why Not, Luigi de Magistris era il responsabile delle indagini. Nel 2010, de Magistris è stato rinviato a giudizio per omissione di atti d'ufficio. Nel 2012 il Gup di Roma rinvia a giudizio Luigi de Magistris con l'accusa di aver acquisito nel 2009 in modo illegittimo i tabulati telefonici di alcuni parlamentari.

Su Facebook il sindaco di Napoli si difende: "Sono profondamente addolorato per aver ricevuto una condanna per fatti insussistenti. In Italia, credo, non esistano condanne per abuso di ufficio non patrimoniale. Sono stato condannato per avere acquisito tabulati di alcuni parlamentari, pur non essendoci alcuna prova che potessi sapere che si trattasse di utenze a loro riconducibili. Prima mi hanno strappato la toga, con un processo disciplinare assurdo e clamoroso, perché ho fatto esclusivamente il mio dovere, dedicando la mia vita alla magistratura, ed ora mi condannano, a distanza di anni, per aver svolto indagini doverose su fatti gravissimi riconducibili anche ad esponenti politici. - aggiungendo - Non avendo commesso alcun reato, ho la speranza che si possa riformare, in appello, questo gravissimo e inaccettabile errore giudiziario. La mia vita è sconvolta e sento di aver subito la peggiore delle ingiustizie, ma non cederò alla tentazione di perdere completamente la fiducia nello Stato. Rifarei tutto, ho giurato sulla Costituzione ed ho sempre pensato che un magistrato abbia il dovere di indagare ad ogni livello, anche quello che riguarda la politica. Oggi, con questa sentenza, di fatto, mi viene detto che non avrei dovuto indagare su alcuni pezzi di Stato, che avrei dovuto fermarmi. Rifarei tutto, perchè ho agito con coscienza e rispettando solo la Costituzione".

Luigi de Magistris conclude: "Vado avanti con onestà e rettitudine, principi che hanno sempre animato la mia vita e che una sentenza così ingiusta non può minimamente minare. La Giustizia è più forte della legalità formale intrisa di ingiustizia profonda". Con quel "vado avanti", de Magistris intende anche nel suo ruolo di sindaco di Napoli, annunciando che non ha intenzione di dimettersi. Anche intervenendo in Consiglio comunale, de Magistris chiarisce: "Non ci faremo piegare da questa melassa putrida che mette insieme pezzi di Stato che non hanno il coraggio di guardarti in faccia per dirti che ti vogliono abbattere ma cercano sempre dietro le quinte di fregarti con procedimenti giuridici". Nonostante le resistenze, però, la legge Severino parla chiaro, e il destino di de Magistris come primo cittadino di Napoli sembra essere segnato visto che la norma varata nel 2013 prevede, in caso di condanna, la sospensione dalla carica. Anche il Presidente del Senato, Pietro Grasso, commenta: "La legge Severino è una legge che va applicata, è stata già applicata anche ad altri sindaci. Penso sia inevitabile che venga applicata". Grasso sottolinea quindi che se de Magistris non si dimetterà arriverà comunque "un provvedimento da parte del prefetto non appena si renderà esecutiva la sentenza oppure verranno depositate le motivazioni".

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