le notizie che fanno testo, dal 2010

De Magistris non si dimette. Why Not? "Deviazioni pericolose rivogliono Napoli"

Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, è stato condannato a 15 mesi per abuso d'ufficio per la vicenda delle intercettazioni illegali nell'inchiesta "Why Not". Luigi de Magistris annuncia che non vuole dimettersi e accusa: "C'è una forte accelerazione di ambienti bene individuati che vogliono nuovamente mettere le mani sulla città e riportare alla ribalta quel sistema di potere che il popolo democratico della nostra città (di Napoli, ndr) ha cacciato fuori dal palazzo".

Dopo la condanna a 15 mesi per abuso d'ufficio per la vicenda delle intercettazioni illegali nell'inchiesta "Why Not", Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, interviene in Consiglio comunale. "Oggi è un momento difficile perché c'è una forte accelerazione di ambienti bene individuati, magari invisibili nelle procedure ma visibili nei comportamenti e nelle identità, che vogliono nuovamente mettere le mani sulla città e riportare alla ribalta quel sistema di potere che il popolo democratico della nostra città (di Napoli, ndr) ha cacciato fuori dal palazzo" accusa Luigi de Magistris. Luigi de Magistris precisa quindi: "Non li chiamerò più poteri forti, perché siccome stamattina leggevo Matteo Renzi che diceva che da oggi si mette contro i poteri forti dopo che sta violando, volendo modificare uno dei cardini della democrazia del nostro Paese che è l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, io oggi lo chiamerò sistema criminale e poteri criminali". L'ex magistrato punta quindi il dito contro quelli che una volta erano i suoi colleghi: "Mio padre era magistrato e mi aveva fatto illudere che la magistratura potesse essere qualcosa di superiormente etico rispetto al resto. - aggiungendo - Invece facendo il magistrato mi sono reso conto con gli anni che la collusione, la corruzione, il sistema criminale non appartengono solo ai delinquenti di strada, né a pezzi della politica, ma la situazione è molto più grave e più seria". Poi affonda: "Qualcuno mi chiede che dovrei dimettermi perché una sentenza di questo tipo mi ha condannato. Io credo che guardandosi allo specchio e provando vergogna i giudici di quel tribunale (di Roma, ndr) si dovrebbero dimettere". Parlando proprio della legge Severino, Luigi de Magistris ricorda che l'ex ministro della Giustizia era però anche "il difensore della controparte nel processo di Roma", sottolineando che la norma viene "fatta proprio durante il processo a Roma", promettendo: "Queste cose le racconteremo nei prossimi giorni". Rivolto alla sua giunta, il sindaco di Napoli chiede: "Nei prossimi mesi, credo che dobbiamo alzare il livello di scontro contro la nomenclatura di regime. - chiarendo - Dobbiamo da Napoli, dalla storia personale di ognuno di noi, far capire che esistono altre donne e altri uomini all'interno delle istituzioni ma che il sistema è profondamente marcio, profondamente corrotto e anche intriso di deviazioni pericolose". Luigi de Magistris conclude: "Non ci faremo piegare da questa melassa putrida che mette insieme pezzi di Stato che non hanno il coraggio di venirti davanti e dirti 'io ti voglio abbattere' ".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: