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Senato affossa il reato di tortura, denuncia Manconi

"Come prevedibile, un Senato inqualificabile e infingardo ha preso una decisione inqualificabile e infingarda: ha stabilito che fosse troppo presto approvare il reato di tortura, provvedimento che attende di essere accolto nel nostro ordinamento dal 1988", riflette in un comunicato Luigi Manconi del Partito Democratico.

"Come prevedibile, un Senato inqualificabile e infingardo ha preso una decisione inqualificabile e infingarda: ha stabilito che fosse troppo presto approvare un provvedimento che attende di essere accolto nel nostro ordinamento dal 1988. E, così, la discussione sul disegno di legge relativo al delitto di tortura è stata sospesa e rinviata a chissà quando" denuncia in un comunicato il senatore PD Luigi Manconi.

"Non poteva essere che così" prosegue quindi il presidente della Commissione diritti umani, aggiungendo: "A questo esito, hanno alacremente lavorato un ineffabile ministro dell'Interno che tenta di riscattare i propri fallimenti politici e di governo attraverso una successione di blandizie non nei confronti delle forze di polizia, bensì dei suoi segmenti più antidemocratici e arretrati. E, poi, i giureconsulti della domenica (ma dell'ora della pennica, mi raccomando) i garantisti ca pummarola 'n copp' e i tutori dei diritti purché di appannaggio dei soli potenti."

"Per motivare tutto ciò, alcuni senatori hanno argomentato, si fa per dire, sull'attentato di Nizza, collegandolo al rischio - nel caso di approvazione della legge sulla tortura - di 'disarmare' polizia e carabinieri davanti alla minaccia jihadista. Che Dio li perdoni. - conclude Manconi - Inutile cercare una logica in tutto ciò. C'è solo sudditanza psicologica e spirito gregario. Sotto il profilo normativo, tutto ciò significa una cosa sola: il delitto di tortura entrerà a far parte del nostro ordinamento, a voler essere ottimisti, tra due - tre - trent'anni anni, troppo presto".

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