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Moglie Lucio Battisti: non in Rai l'inedito che Mogol fa cantare a Ron

Mogol fa cantare a Ron un inedito di Lucio Battisti (sua la musica) e la moglie del cantautore chiede alla Rai di non trasmettere il brano (quindi di tagliarlo) durante la serata dedicata al premio Mogol.

In occasione del premio Mogol, tenutosi ad Aosta nei giorni scorsi, l'autore ha deciso di far cantare a Ron un inedito di Lucio Battisti, i cui testi sono di Mogol ma la musica è stata composta dall'indimenticabile cantautore di Poggio Bustone. "Il paradiso non è qui", così si sarebbe chiamata la canzone se fosse stata inserita nel disco "Una giornata uggiosa", l'ultimo insieme con Mogol, non è poi mai stata pubblicata e neppure registrata alla Siae, e quindi gli eredi di Lucio Battisti, in particolare la vedova del cantante, Grazia Letizia Veronese, hanno chiesto alla Rai di non trasmettere la canzone cantata da Ron in occasione della messa onda del Premio prevista il 23 giugno alle 22.30 su Rai 1. Mogol dice all'Ansa di "non capire questa idea di soffocare una canzone che se non è un successo non è niente". Ma forse quella canzone non deve essere davvero "niente". D'altronde, finito il loro sodalizio artistico, sembra che ci sia stato tra Mogol e Lucio Battisti un periodo di tensione, durato diversi anni, tanto che la canzone "Mistero" dell'album "E già" (1982, disco completamete diverso dai precedenti i cui testi sono stati scritti dalla moglie, sotto lo pseudonimo di Velezia) contiene "un verso da molti interpretato come un diretto riferimento a Mogol: 'Io mi ero lasciato entusiasmare da quel tipo intellettuale appariscente che in fondo in fondo non valeva niente' ". Nel 1990, d'altra parte, fu Mogol a sostenere "di non ascoltare più da anni i dischi di Battisti" (Musictory - http://is.gd/YWsafg). Il capostruttura di Rai 1 Michele Bovi, sembra comprendere la posizione della moglie di Lucio Battisti, spiegando che "mentre il testo di quella canzone è scritto da Mogol, la musica è stata scritta da Lucio Battisti che non ritenne opportuno pubblicarla, la canzone non è neanche registrata alla Siae" e sottolinea che se "gli eredi hanno deciso di attenersi alle volontà di Battisti, ne hanno tutto il diritto, e noi rispettiamo le loro volontà".

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