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Scontri Londra: c'è Primavera e Primavera? Cameron: è solo criminalità

A Londra gli scontri e le violenze non sembrano volersi placare. Il premier Cameron afferma che "la forza della legge" si farà sentire "nel modo più forte possibile", mentre l'Iran invita provocatoriamente ad "esercitare moderazione" e ad "ascoltare le richieste dei dimostranti".

Londra è a ferro e fuoco dopo che Mark Duggan è stato ucciso dalla polizia nel quartiere di Tottenham. La morte del ragazzo (29enne di colore, pregiudicato e padre di quattro bambini) ha fatto fuoriuscire quella rabbia che probabilmente veniva covata ormai da moltissimo tempo in quella parte di popolazione che in questi anni ha forse avverito sempre di più la disuguaglianza crescente nella ripartizione della ricchezza e delle opportunità. Nella quarta notte di scontri arriva la notizia che forse Mark Duggan non sparò mai alla polizia, come ipotizzato dalle autorità in un primo momento. Il rapporto preliminare della "Independent Police Complaints Commission", l'ente che sta indagando sull'accaduto, anticipa infatti che "al momento non ci sono prove che indichino che la pistola rinvenuta sul luogo della morte di Mark Duggan abbia esploso dei colpi". "Una pistola non della polizia è stata rinvenuta sulla scena del crimine ed era carica - spiega ancora il rapporto della IPCC - Mark Duggan è stato ucciso da un singolo proiettile che lo ha colpito al petto. Porta inoltre i segni di una seconda ferita d'arma da fuoco sul braccio destro. Un agente della CO19, unità speciale della polizia britannica, ha sparato due colpi e il proiettile rinvenuto nella radio di un agente della Metropolitan Police è compatibile con quelli in dotazione della polizia". Nelle strade di Londra intanto sono scesi per cercare di mantenere l'ordine 16.000 agenti, mentre già quasi 600 persone sono state arrestate, e un centinaio formalmente incriminate. E' morto, invece, il 26enne ferito a Croydon ritrovato gravemente ferito dalla polizia lunedì scorso. Scotland Yard mostra già una galleria di "ricercati", invitando chiunque a collaborare con le forze di polizia, che nel frattempo sembra tenere sotto monitoraggio il BlackBerry Messenger, pare uno dei sistemi di comunicazione maggiormente utilizzato per organizzare i disordini. La conta dei danni, intanto, ammonterebbe già ad un centinaio di milioni di sterline. La rabbia infatti si è presto trasformata in violenza, forse anche verso il sistema, che viene letteralmente saccheggiato. Il primo ministro David Cameron (che era in ferie, in Toscana) afferma però che si tratta solo "di criminalità, che deve essere affrontata e sconfitta", minacciando: "Sentirete la forza della legge nel modo più forte possibile. Faremo tutto il necessario per riportare l'ordine nelle città britanniche e rendere le strade sicure". Invita invece "alla pace" l'Iran, che chiede al governo londinese di evitare di usare la violenza, nonché di "esercitare moderazione", di "parlare con i dimostranti e ascoltare le loro richieste", come invita il portavoce del ministro degli Esteri iraniano Ramin Mehmanparast in una dichiarazione riportata dall'agenzia ufficiale Irna. Un membro del parlamento iraniano, Hossein Ebrahimi, ha anche auspicato che la Gran Bretagna permetta a una delegazione di osservatori per i diritti umani di entrare nel Paese per esaminare la situazione, esattamente come i Paesi occidentali chiedono spesso all'Iran, per esempio in occasione delle rivolte nate in seguito alla rielezione nel 2009 di Ahmadinejad. La provocazione del governo iraniano sta forse nel fatto di evidenziare perché quella di Londra non possa essere considerata una "Primavera" al pari di quelle arabe.

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