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Lindsay Lohan: nuora del boss Gotti. E a casa ha una pistola, scarica

Lindsay Lohan spiega di stare imparando da propri errori e che alla fine, nonostante abbia fatto "dentro e fuori dal rehab quattro volte", non avrebbe fatto niente di male. Poi a sorpresa, tira fuori una pistola, ma assicura che è sempre scarica.

Lindsay Lohan non è più agli arresti domiciliari e ora può, come gli obbliga i servizi sociali, "prestare volontariato al Centro di accoglienza femminile che si trova a Los Angeles", racconta l'attrice a Vanity Fair, che le dedica la copertina in edicola il 6 luglio (http://is.gd/ki0OEM). Lindsay Lohan rivela quanto, già da bambina, amasse stare sul set e davanti alla macchina fotografica, tanto da meritarsi già da piccolissima la copertina di una importante rivista del settore, quella di "Vogue Bambini". Da allora, però, molte cose sono cambiate per Lindsay Lohan, visto che "dal 2007 a oggi, ha passato più tempo in tribunale che sul set, dopo un incidente e due arresti - 84 minuti in carcere nel 2007 e 13 giorni nel 2010 - per guida in stato di ubriachezza e possesso di cocaina che hanno avuto come risultato tre anni di libertà vigilata, l'obbligo di seguire un programma per guarire dalla dipendenza da alcol e droghe e dieci giorni di volontariato nei servizi sociali", come riassume Vanity Fair. E poi, arriva lo scorso gennaio, l'ultima condanna per il furto di una collana di 2.500 dollari, anche se Lindsay Lohan continua a dirsi innocente: "Non ho rubato quella collana - insiste l'attrice - Lei ha visto i miei gioielli: le sembra che abbia bisogno di andare in giro a rubare?". E Lindsay Lohan ci tiene anche a precisare che "la convocazione in tribunale dopo il test sull'alcol, poi, non aveva fondamento", sottolineando che qualcuno "ha cercato di incastrarla" ma che anche il giudice alla fine le ha dato ragione, anche perché (come spiega Vanity Fair) in quel pariodo alla Lohan era già "scaduto il divieto di consumare bevande alcoliche". Lindsay Lohan sembra però concentrata ora solo sul suo futuro da attrice, e alle porte ci potrebbe essere proprio il film del suo rilancio visto che la sua immagine, in quest'ultimo periodo, ha risentito del fatto che alla fine ha fatto "dentro e fuori dal rehab quattro volte". Il progetto è infatti un "film sulla storia dei mafiosi della famiglia Gotti" e Lindsay Lohan rivela non solo che la "sceneggiatura è stata riscritta per dare più spazio" al suo personaggio (Kim, la nuora del boss John Gotti, boss della famiglia criminale Gambino, una delle più potenti Cinque Famiglie di New York City) ma che avrà la possibilità di lavorare con attori del calibro di Al Pacino, che sembra stia per firmare, e John Travolta, che invece ha già accettato il ruolo da protagonista. Insomma, Lindsay Lohan spiega di stare lottando per uscire da tutti i suoi "periodi no" sottolineando però che alla fine però non ha "mai fatto del male a nessuno" se non a se stessa, confessando di aver conosciuto, in prigione, invece "donne che avevano ammazzato qualcuno". "A meno che tu non sia un killer, non vedo una ragione per stare lì" spiega Lindsay Lohan, che però poi a sorpresa, durante l'intervista, tira fuori una "pistola". "Ho il porto d'armi ma è scarica - precisa l'attrice - la tengo in caso qualcuno provasse a entrarmi in casa". E dire che poco prima aveva ammesso di stare cominciando ad imparare dai "propri errori".

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